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Cronaca giudiziaria

Ranucci passa alla vie legali: depositato il ricorso urgente contro la rimozione da Report

I legali del giornalista chiedono la revoca della rimozione e il reintegro alla conduzione del programma

Sigfrido Ranucci passa alle vie legali contro la Rai. È stato depositato questa mattina al Tribunale del Lavoro di Roma il ricorso presentato dal conduttore di Report contro la decisione dell’azienda di rimuoverlo dalla conduzione del programma.

Si tratta di un ricorso d’urgenza ai sensi dell’articolo 700 del codice di procedura civile, con il quale i legali di Ranucci chiedono al giudice la revoca del provvedimento adottato dalla Rai e il conseguente reintegro alla guida della trasmissione.

A rappresentare il giornalista è un collegio di giuslavoristi composto dai professori Franco Focareta e Franco Scarpelli e dall’avvocato Stefano Rossi. I tre professionisti operano all’interno del più ampio team di legali dello Studio Devitalaw, coordinato dal professor Roberto De Vita.

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I dettagli del ricorso

“Con il ricorso viene chiesto al Tribunale di accertare, in sede cautelare, l’illegittimità del provvedimento e di ordinarne la revoca, con l’immediata reintegrazione di Ranucci nelle funzioni di autore e conduttore di Report”, si legge in una nota stampa diffusa dai legali del giornalista.

“La difesa contesta radicalmente le ragioni indicate dalla Rai a fondamento della decisione. Espressioni quali “obiettiva situazione di incompatibilità”, “continue pressioni” e “percezioni di opacità, commistione e interferenze” non sono state accompagnate dall’indicazione di alcun fatto concreto (tantomeno già accertato) e riferibile a Ranucci, né dall’indicazione del nesso che renderebbe necessaria proprio la sua rimozione", si legge ancora.

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Secondo i legali del giornalista, poi, il ricorso ricostruisce “il contesto nel quale è maturata la decisione aziendale, richiamando le numerose e pubbliche prese di posizione di esponenti politici e istituzionali che, nelle settimane immediatamente precedenti, avevano chiesto la rimozione di Ranucci dalla conduzione di Report. La successione temporale e la convergenza di tali circostanze, unitamente alla genericità delle motivazioni fornite dall’Azienda, delineano un quadro indiziario grave, preciso e convergente, idoneo a configurare il carattere discriminatorio della decisione per ragioni politiche e per convinzioni personali, nonché la sussistenza di un motivo illecito determinante”.

“Nel ricorso vengono richiamati, sotto questo profilo, i principi costituzionali ed europei posti a tutela della libertà di informazione, gli obblighi derivanti dal contratto di servizio Raie dal Codice Etico aziendale, nonché le garanzie introdotte dall’European Media Freedom Act”.

Infine, i legali specificano nella nota che “non si chiede al Giudice di entrare nelle scelte editoriali della Rai. Si chiede di verificare se sia legittimo rimuovere l’autore e conduttore del principale programma d’inchiesta del servizio pubblico sulla base di formule generiche, senza indicare un solo fatto concreto a suo carico, dopo settimane di pubbliche pressioni politiche dirette esattamente a ottenere quella rimozione. È una questione che riguarda Sigfrido Ranucci, ma riguarda anche il confine che deve esistere, in una democrazia, tra il potere politico e l’indipendenza del servizio pubblico radiotelevisivo e del giornalismo d’inchiesta”.

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