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Scontri ultras, analisi dei video. E spunta un nuovo testimone

La dichiarazione: "Marco si è accasciato dopo un botto, è stato un lacrimogeno". Acquisiti file da droni e telecamere

Scontri ultras, analisi dei video. E spunta un nuovo testimone
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Un lacrimogeno, un sasso, una bottiglia. Qualunque cosa abbia colpito alla testa Marco Leonardo Basoccu, 36 anni, commercialista milanese, dei Viking, l'ha mandato in coma. Mentre l'ultras bianconero resta in terapia intensiva all'ospedale Le Molinette dopo un delicato intervento neurochirurgico, Digos e Procura ricostruiscono gli scontri durissimi fra opposte tifoserie prima del derby Torino Juventus di domenica.

Le prime scaramucce alle 17. I tifosi juventini sfilano in un corteo improvvisato su corso Unione Sovietica. Un gruppo granata è allo stadio Filadelfia mentre un altro dalla curva Maradona si sposta per riunirsi ai primi sul piazzale San Gabriele da Gorizia. Per ben due volte i primi cercano il contatto fisico con i rivali del Torino noncuranti delle forze dell'ordine. Al secondo tentativo è rissa. Partono le cariche di alleggerimento mentre in aria vola di tutto, mattoni, bottiglie. Qualcuno si fronteggia a colpi di cintura, altri si prendono a bastonate. Esplodono i lacrimogeni. Mentre quattro agenti vengono feriti, Basoccu cade a terra, «a faccia avanti», mette a verbale un testimone che giura: «L'ha preso in pieno un lacrimogeno».

Nell'ordinanza di scarcerazione dei primi otto ultras fermati grazie alle riprese di un drone (ieri altri due sono stati identificati e sottoposti a fermo) il gip Alessandra Salvatori, pur sottolineando «corposi e inequivoci indizi» a loro carico, dispone che gli indagati dovranno presentarsi due volte alla settimana alla polizia giudiziaria per firmare. Misura «idonea a fungere da monito» e tenerli lontani dall'ultima partita di campionato. Otto insospettabili, i fermati. Residenti tra Milano e Torino, un lavoro stabile «che depone per un buon inserimento sociale». Le indagini sono affidate alla squadra mobile per il ferimento e alla Digos per i disordini scoppiati prima del fischio d'inizio. Partita giocata con un'ora di ritardo a causa degli stessi scontri e che la tifoseria bianconera avrebbe voluto non venisse giocata per le gravi condizioni di Basoccu. Gli inquirenti hanno acquisito le registrazioni di droni, telecamere di sicurezza di vari edifici fra cui quello dell'Aci. In alcuni si vede il momento in cui Basoccu cade a terra. Ma cosa l'ha colpito? Il padre Pierluigi è convinto sia stato un lacrimogeno esploso ad altezza d'uomo. Il testimone ultrà avrebbe spiegato di aver visto Marco accasciarsi a terra in un lago di sangue dopo un gran botto. A scatenare gli scontri il tentativo dei Viking di raggiungere il corteo granata che si stava dirigendo allo stadio. Una volta incrociati scoppia la prima sassaiola e il lancio dei lacrimogeni, 150 in totale. Arrivati sul piazzale San Gabriele decine di Viking si sfilano e raggiungono la tifoseria del Toro. Poi arretrano verso l'area di prefiltraggio del settore ospiti e dei distinti riservati agli juventini. La «celere» viene bersagliata da sassi e bottiglie. Intanto un altro gruppo, con Basoccu, cerca di entrare nei distinti. Qui viene colpito il commercialista.

Sui disordini intervengono anche gli ambienti dell'area autonoma antagonista

e del centro sociale Askatasuna per contestare la gestione dell'ordine pubblico. «Non è normale - scrivono sul sito Infoaut - che la polizia spari alla cieca e ad altezza uomo perché non riesce a contenere la situazione».

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