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“Sei andato nel sexy shop?”. La chat tra Chiara Poggi e Alberto Stasi che allontana il movente sessuale

Tra i due fidanzati non c’erano tensioni per le abitudini del ragazzo: i carabinieri lo hanno messo nero su bianco attingendo dalle conversazioni tra i due

“Sei andato nel sexy shop?”. La chat tra Chiara Poggi e Alberto Stasi che allontana il movente sessuale
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Sul caso di Garlasco sarà difficile arrivare a una verità fattuale a 19 anni di distanza dai fatti. Se si arriverà a una verità sarà quella giudiziaria, la seconda di una vicenda senza fine e, a un certo punto, bisogna sapersi anche accontentare. Ci sono però dei punti fermi che la nuova procura di Pavia ha cercato di mettere e sono due: Alberto Stasi non ha ucciso Chiara Poggi e il rapporto tra i due ragazzi era sereno e complice. Sono due elementi che emergono dal nuovo fascicolo e, almeno sul secondo, ci sono prove. Sono emerse dalle conversazioni che la ragazza teneva con il fidanzato su Msn, antesignano di Whatsapp, fino a pochi giorni prima di essere uccisa.

“Sei andato nel sexy shop che abbiamo visto insieme?”, domanda Chiara ad Alberto quando lui era ancora a Londra. È un messaggio scritto dalla ragazza al rientro del suo weekend nella Capitale inglese, dove il fidanzato ha trascorso un mese nel 2007 per migliorare la capacità linguistica. Da questa frase emerge la complicità profonda dei due ragazzi, anche a livello sessuale, il che lascerebbe lo scenario con Alberto Stasi come assassino privo di movente: “Non è mai stato cristallizzato non solo il movente, ma almeno un contesto ipotizzabile nel quale possa essere maturata una rabbia omicidiaria così cieca”. Così scrivono gli investigatori nel loro documento, come riportato da Il Giorno, sottolineando che “agli atti ci sono numerosi elementi che contribuiscono in maniera oggettiva, non interpretabile, a ricostruire il rapporto relazionale tra Chiara Poggi e Alberto Stasi”. La certezza che i rapporti fossero sereni, scrivono gli investigatori, “si basa esclusivamente sull’interpretazione autentica e non mediata da supposizioni, suggestioni od ipotesi: basata, quindi, sullo scambio di parole che danno sostanza alle chat ed ai messaggi tra Chiara ed Alberto”.

La chat tra i due del settembre 2006, quando si scambiano uno dei video intimi, scrivono ancora, “suggella in maniera incontrovertibile che i due ragazzi vivevano la propria relazione con totale complicità affettiva e sessuale” e queste chat “testimoniano non solo come Chiara fosse consapevole che Alberto Stasi abitualmente consultasse il porno, senza per questo mostrare alcuna forma di disapprovazione, ma che sull’argomento tra i due fidanzati non ci fosse alcuna forma di tensione, tanto che Alberto Stasi non mostrava alcuna remora a parlarne”. In una chat sul computer i due parlano anche dei sex toys che Alberto avrebbe acquistato e Chiara Poggi “interagisce attivamente su quali fossero quelli preferiti”.

Alla luce di questo, concludono gli investigatori, è evidente “che ripetersi su presunte riconducibilità dell’omicidio a questioni legate al rapporto di Stasi con la pornografia appare una palese opera di mistificazione tesa soltanto a creare una coltre di suggestioni”

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