L’incidente ferroviario di Brandizzo resterà fra le pagine più drammatiche e oscure dei casi di mancata o scorretta sicurezza sul lavoro in Italia. Un convoglio in transito sulla linea ferroviaria Torino-Milano travolse cinque operai impegnati in un intervento di manutenzione, senza lasciare loro scampo.
Si è giustamente parlato di strage. Il drammatico episodio ha lasciato interrogativi profondi su quanto accaduto quella notte. Tante le domande sulla catena dei controlli, sulle procedure e sulle tutele da garantire sul posto di lavoro.
L’incidente
Era il 30 agosto 2023. Alcuni operai di una ditta appaltatrice esterna (la Sigifer) si trovavano al lavoro presso la stazione di Brandizzo per eseguire alcuni interventi di sostituzione su un tratto di rotaie. Come emerso successivamente dalle indagini, le operazioni erano cominciate prima dell’arrivo del nulla osta definitivo da parte della stazione di controllo. In queste circostanze le regole sono chiare: i lavori non possono iniziare prima della totale interruzione della circolazione dei treni.
Gli operai, dunque, stavano lavorando sulla linea quando è arrivato un treno che viaggiava a 160 chilometri orari. Il mezzo li ha presi in pieno, provocando una strage. Cinque lavoratori sono morti, mentre due si sono salvati per miracolo.
Le vittime
A perdere la vita sono stati Michael Zanera (34 anni), Giuseppe Sorvillo (43 anni), Saverio Giuseppe Lombardo (52 anni), Giuseppe Aversa (49 anni) e Kevin Laganà (22 anni). Zanera, Lombardo e Laganà erano di Vercelli. Sorvillo di Brandizzo e Aversa di Chivasso. Tutti e cinque lavoravano per la società Sigifer di Borgo Vercelli e sono stati presi in pieno dal convoglio in transito al binario 1. Sono tutti morti sul colpo.
Una tragedia immane che ha devastato famiglie. Oggi, 30 settembre 2026, è cominciata l’udienza preliminare presso il tribunale di Ivrea. La procura della Repubblica ha chiesto il rinvio a giudizio di 21 persone.
Le tappe della vicenda
La data, indelebile, della tragedia è il 30-31 agosto 2023. Da allora è cambiata la vita di numerose famiglie, che oggi chiedono giustizia.
- Settembre 2023: La procura di Ivrea indaga sul terribile incidente, con l’analisi dei documenti raccolti e le audizioni dei testimoni;
- Il video di Kevin Laganà: Di particolare importanza un video girato col cellulare di una delle vittime, Kevin Laganà, prima dell’incidente. Nel filmato si sente una voce pronunciare la frase: “Se vi dico ‘treno’ andate da quella parte”;
- Fine 2024: Viene depositata la relazione tecnica definitiva (tra cui quella del Digifema). Il numero degli indagati sale progressivamente;
- 2025, fine delle indagini preliminari: A luglio dello scorso anno, la procura di Ivrea notifica l’avviso di chiusura delle indagini formulando 24 richieste di rinvio a giudizio;
- Agosto 2026, lo Spresal (Servizio per la prevenzione e la sicurezza negli ambienti di lavoro) dell’ASL notifica nuovi verbali legati al Documento di Valutazione dei Rischi (DVR). La Procura di Ivrea emette nuovi avvisi di garanzia;
- 30 settembre 2026: iniziato il dibattimento presso il tribunale di Ivrea. L’udienza è stata aggiornata al 28 ottobre.
Le accuse
Sono 21 le richieste di rinvio a giudizio avanzate dai magistrati piemontesi nei confronti di dirigenti e amministratori legati al terribile incidente. L’azione penale coinvolge tre società come enti giuridici: Rfi, Sigifer e Clf.
Gli indagati devono rispondere delle accuse, a vario titolo, di omicidio plurimo colposo e disastro ferroviario. Di particolare rilevanza anche il rispetto delle normative sulla sicurezza sul lavoro.
