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Cronaca giudiziaria

Strage di Brandizzo, al via il processo per la morte dei cinque operai travolti sui binari. I familiari: “Vogliamo giustizia”

A Ivrea l’udienza preliminare per la strage di Brandizzo: 21 persone e tre società sono imputate per la morte dei cinque operai travolti da un treno nell’agosto 2023. In aula anche i familiari delle vittime, che chiedono verità e giustizia

August 31, 2023 Brandizzo Italy - News - Flowers and condolence messages in front of the station In the photo: Railway station Foto Marco Alpozzi/LaPresse 4 Settembre 2023 Brandizzo, Italia - Cronaca - tragedia ferroviaria a Brandizzo. Mazzi di fiori e messaggi di cordoglio davanti alla stazione Nella foto: Stazione Brandizzo August 31, 2023 Brandizzo Italy - News - Flowers and condolence messages in front of the station In the photo: Railway station

È iniziata questa mattina al Tribunale di Ivrea l’udienza preliminare per la strage di Brandizzo, dove nella notte tra il 30 e il 31 agosto 2023 cinque operai impegnati nei lavori di manutenzione sulla linea ferroviaria Torino-Milano furono travolti e uccisi da un treno in transito. Sul banco degli imputati ci sono 21 persone e tre società: Rfi, Sigifer e Costruzioni Linee Ferroviarie (Clf). L’udienza, davanti al gup Mauro Cantone, è dedicata alle prime incombenze procedurali e alle richieste di costituzione di parte civile. Il procedimento nasce dall’inchiesta della Procura di Ivrea, coordinata dalla procuratrice Gabriella Viglione e dalle pm Valentina Bossi e Giulia Nicodemi.

I cinque operai travolti dal treno

Le vittime sono Kevin Laganà, 22 anni, Michael Zanera, 34, Giuseppe Sorvillo, 43, Giuseppe Aversa, 49, e Giuseppe Saverio Lombardo, 53. I cinque lavoravano per la Sigifer, società che operava in subappalto, quando furono travolti da un treno in transito sulla linea Torino-Milano. Per gli imputati, a vario titolo, vengono contestati i reati di omicidio colposo plurimo, disastro ferroviario colposo e violazioni delle norme sulla sicurezza sul lavoro. Tra le persone coinvolte figurano anche Antonio Massa, sopravvissuto alla tragedia, il caposquadra della Sigifer Andrea Girardin Gibin e gli ex vertici di Rfi, tra cui Vera Fiorani e Gianpiero Strisciuglio, oggi alla guida del Gruppo Fs. Le tre società coinvolte sono Sigifer, per cui lavoravano i cinque operai, Clf, che aveva ricevuto l’appalto, e Rfi, committente dei lavori.

L’inchiesta e il sistema della sicurezza

Il materiale raccolto dalla Procura è imponente; l’indagine comprende 12 faldoni cartacei, due dei quali dedicati alle intercettazioni, e circa 84 terabyte di materiale digitale. Secondo la tesi della Procura, la tragedia sarebbe stata l’epilogo di un sistema di presunte omissioni e carenze nella formazione, nella vigilanza e nel coordinamento delle attività. Le accuse coinvolgono diversi livelli della filiera, dai responsabili operativi fino ai vertici delle società interessate. L’udienza preliminare dovrà ora affrontare le questioni procedurali e le richieste di costituzione di parte civile, in attesa dei successivi sviluppi del procedimento.

I familiari: “Vogliamo giustizia”

Prima dell’ingresso in aula, i familiari delle vittime si sono riuniti davanti al Tribunale di Ivrea. “Come stiamo? Male”, hanno detto i parenti di Giuseppe Aversa, ribadendo: “Vogliamo giustizia”. Edoardo Aversa, fratello di Giuseppe, ha parlato di “rabbia” ma anche di rassegnazione: “Questi ragazzi devono essere riconosciuti per quello che hanno fatto. Chiediamo che venga fatta giustizia e vengano puniti i responsabili veri”. Antonino Laganà, fratello di Kevin, ha definito la giornata “molto dura”: “Aspettavamo con ansia questo giorno. Che sia fatta voce sulla verità e giustizia. È un punto di arrivo”. Il padre di Kevin, Massimo Laganà, ha invece spiegato: “Tutta Italia sa già quello che è successo e verrà messo in chiaro. Non è stato un incidente sul lavoro. I ragazzi sono stati mandati lì a morire. Lo sapevano che passavano dei treni”.

Il presidio davanti al Tribunale

Davanti al Palazzo di giustizia si sono ritrovati anche rappresentanti dei sindacati, associazioni e comitati, tra cui l’associazione Il Mondo Che Vorrei, nata dopo la strage ferroviaria di Viareggio. La presidente Daniela Rombi ha spiegato: “Siamo qui per portare solidarietà e vicinanza alle famiglie. Sappiamo quanto è importante non sentirsi soli. E sappiamo che per loro, così come lo è stato per noi, questa giornata sarà l’inizio di un ulteriore calvario”. Al procedimento hanno annunciato la costituzione di parte civile il Comune di Brandizzo, associazioni impegnate sul fronte della sicurezza sul lavoro e diversi sindacati.

La Uil si costituisce parte civile

La Uil ha deciso di costituirsi parte civile nel procedimento penale. Il mandato è stato affidato al professor avvocato Roberto De Vita. “Chiederemo l’accertamento delle responsabilità e il risarcimento di tutti i danni subiti”, ha dichiarato il segretario generale della Uil PierPaolo Bombardieri. “La morte sul lavoro non può essere considerata un rischio inevitabile né un costo accettabile del sistema produttivo”. Bombardieri ha aggiunto: “La tutela della vita, della salute e della sicurezza dei lavoratori costituisce un diritto fondamentale delle persone. Nel processo di Brandizzo vogliamo riaffermare questi principi”.

Il Tribunale di Ivrea blindato

Per consentire lo svolgimento dell’udienza, il Tribunale di Ivrea ha predisposto due aule collegate in audio e video. Nell’aula principale sono presenti il giudice, l’accusa, gli avvocati e gli imputati, mentre l’altra è destinata alle persone offese e ai loro legali. La soluzione si è resa necessaria anche per il numero elevato di partecipanti: sono oltre trenta le persone offese che possono chiedere di costituirsi parte civile. Il Tribunale ha inoltre predisposto ingressi separati e controlli straordinari.

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