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Cronaca giudiziaria

Sui pedali della bici un Dna maschile. L’altra verità “nascosta” dai Ris

Gli appunti del colonnello Marino: oltre ai due riscontri negativi, una traccia di sangue di uomo

(FOTOGRAMMA DA VIDEO) Andrea Sempio, indagato a Pavia per l'omicidio di Chiara Poggi, uccisa nella sua casa di Garlasco nel 2007, ha rilasciato un'intervista a Porta a Porta, il programma condotto da Bruno Vespa. ANSA/RAI1 +++ ATTENZIONE: L'ANSA NON POSSIEDE I DIRITTI DI QUESTA FOTO CHE NON PUO' ESSERE PUBBLICATA SENZA L'AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA +++ NPK +++

Non c’era sangue di Chiara Poggi e lo sapevano, ma scrissero che sui pedali della bici di Alberto Stasi c’era il Dna della vittima con tracce ematiche. È così che il Ris di Luciano Garofano fece scattare le manette, il 24 settembre 2007. Non solo: i fedelissimi del generale nascosero a difesa e magistrati anche la scoperta di un profilo maschile su quei pedali, oltre all’assenza di quello di Chiara certificata dalle due corse elettroforetiche negative effettuate dall’allora capitano Alberto Marino il 20 settembre 2007, che smentivano il miracoloso ritrovamento dell’unica traccia del giorno prima, caricata nei macchinari dall’operatore «port», ovvero Giorgio Portera. Ed è grazie alla testimonianza dell’ex tenente, sentito l’11 settembre scorso sul presunto depistaggio nell’indagine su Garlasco, se è venuta a galla l’ultima delle gravissime omissioni documentali, messe in atto da quel Reparto d’eccellenza determinato a inchiodare il fidanzato al delitto del 13 agosto 2007. «Marino mi aveva detto di aver trovato questo esito sul pedale però che il test specifico del sangue aveva dato esito negativo», aveva detto Portera ai pm pavesi. Un campanello d’allarme, di fronte alla prova che lo stesso Marino, insospettito dall’inaspettato ritrovamento del 19 settembre del Dna di Chiara sul pedale, all’indomani aveva fatto due controanalisi che avevano dato esito negativo, e che dunque scagionavano Stasi, ma che a quel punto aveva occultato dal fascicolo.

Spulciando tra gli atti acquisiti nei laboratori di Parma, gli inquirenti hanno fatto una scoperta ancora più grave dell’insabbiamento dei due tracciati negativi: un appunto manoscritto da Marino, che indicherebbe come l’allora consulente dell’accusa, lo stesso giorno delle controanalisi favorevoli a Stasi, avrebbe effettuato sul campione del pedale anche un Obti test, l’analisi per la rilevazione del sangue umano, che seguiva il combur positivo, ovvero un test non specifico per la ricerca dell’emoglobina, visto che reagisce anche alla presenza di metalli. Nell’appunto, accanto alla dicitura Obti, è riportato il segno «(-)», cioè negativo al sangue. Qualcosa di inquietante, secondo gli investigatori, è accaduto in quei giorni, visto che l’assenza del Dna e del sangue di Chiara sui pedali rimarrà un segreto per 19 anni, perché agli atti destinati alla pm Rosa Muscio il 24 settembre 2007, giorno in cui il magistrato dispone il fermo di Stasi, Marino scriverà che il campione pedale bu-p «ha mostrato una concentrazione di circa 2,78 ng/ml di solo Dna femminile. La successiva fase di caratterizzazione molecolare ha permesso di ottenere un profilo genetico riconducibile, al di là di ogni ragionevole dubbio, alla vittima Chiara Poggi», aggiungendo che l’ispezione «ha messo in luce su entrambi i pedali, delle microtracce di consistenza ematica». Stasi viene così sottoposto a un durissimo interrogatorio e finisce in prigione.

Il giorno dopo l’allora consulente della difesa Matteo Fabbri, all’oscuro delle corse del Dna e del test ematico negativi, chiede di poter effettuare un Obti test, che viene negato da Marino. Il quale, il 26 settembre, torna su quei pedali e non riesce più a ottenere un Dna femminile. Rileva invece, e occulta ancora una volta, un altro profilo genetico, indicato come «bu-p-bis», datato «26 settembre 2007» e quantificato in parte come «Dna umano» in parte come «Dna maschile». Un’altra tegola sui Ris che emerge dai dati grezzi, sempre negati alla difesa, e che viene riportata nell’ultima consulenza dei pm.

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