A fronte delle spedizioni meramente ideologiche delle flotille politicizzate della sinistra pro Pal, tutta propaganda e niente aiuti, la risposta della destra giovanile passa per la diplomazia con gesti concreti. Venti tonnellate di aiuti umanitari, tra generi alimentari, medicinali, prodotti per l’igiene e materiale scolastico, sono sbarcate a Beirut per sostenere la popolazione sfollata del sud del Libano. È questa la vera flotilla solidale italiana: un’operazione concreta promossa da Modavi Protezione Civile e Opes insieme a Gioventù Nazionale e Azione Studentesca, che smonta la retorica dell’attivismo di maniera per fare spazio a un intervento di cooperazione reale.
‘’Sono migliaia gli sfollati del sud del Libano, un territorio che continua a soffrire a causa delle tensioni interne e delle pressioni esterne, ma che non smette di rivendicare la propria libertà. Gli italiani hanno dimostrato un grande spirito di solidarietà, in linea con la vicinanza che il Governo Meloni continua a manifestare nei confronti del Libano, come dimostrato dal fatto che Roma ospita il tavolo di confronto tra Libano e Israele”, dichiarano il deputato di FdI Massimo Milani e Francesco Todde, presidente di Gioventù Nazionale Roma. “I numeri della raccolta promossa in varie città italiane da Gioventù Nazionale sono significativi, venti tonnellate di cibo, medicinali e materiale per lo studio sono stati consegnati al Patriarcato della Chiesa Greco-Melchita di Antiochia, alla Caritas Libanese e alle Ong Shield Association e Pulse of Tomorrow, che provvederanno a distribuirli alle famiglie sfollate. Un ringraziamento va al Modavi Protezione Civile per aver promosso questa iniziativa, a tutti i ragazzi di Gioventù Nazionale che hanno creduto in questo progetto e contribuito alla raccolta, all’Osservatorio Cosmo per il supporto nel dialogo con le istituzioni locali e a tutte le forze della nostra Difesa, a Unifil e all’Ambasciata d’Italia in Libano che ci hanno permesso di portare a termine questa missione umanitaria’’, concludono nel loro comunicato
L’iniziativa accende i riflettori su un teatro di crisi fondamentale e troppo spesso trascurato dal racconto mediatico principale. “Il Libano ha storici rapporti con l’Italia e l’Europa. Tuttavia il dramma della sua popolazione civile non è adeguatamente attenzionato dai media. Intollerabile per una nazionale a maggioranza cristiana e che ospita un importante contingente italiano inquadrato nella missione Unifil, a comando italiano ed impegnato da decenni nella pace. La nostra presenza ieri a Beirut è servita specialmente per aumentare le luci su questo piccolo lembo di terra sul Mediterraneo”, spiega Andrea Piepoli, dirigente nazionale di Gioventù Nazionale. “L’obiettivo della nostra missione, nata su iniziativa di Modavi Protezione Civile e Opes, supporta sin dall’inizio da Gioventù Nazionale e Azione Studentesca, era di portare a Beirut la maggior parte di beni di prima necessità, tra alimenti, farmaci, prodotti per l’igiene e per bambini. La consegna di ieri sera di tutto il materiale alle autorità militari che si impegneranno a trasferire ad Onlus, enti ed associazioni locali, tra cui Caritas Libanese e il patriarcato latino, è il traguardo più bello e che ha restituito il senso più alto del lavoro di questi mesi. È la dimostrazione di come, quando il mondo dell’associazionismo si mescola con il volontariato giovanile, nascono grandi storie da raccontare. Seguiranno altre missioni dopo questa”.