Domani le piazze francesi torneranno a infiammarsi. I sindacati della funzione pubblica, tra cui insegnanti, camici bianchi e vigili del fuoco, hanno proclamato uno sciopero “massiccio” e manifestazioni in tutto il Paese. Oggetto della protesta, gli stipendi, argomento sul quale sperano di pressare il governo di Sébastien Lecornu.
L’aumento dei prezzi si è abbattuto come una scure sui consumatori nel mese di settembre, a cominciare dal carburante, attanagliando il potere d’acquisto dei francesi. “Quando interroghiamo i dipendenti pubblici, tutti, senza eccezione, parlano di potere d’acquisto, stipendio, del bisogno di riconoscenza”, ha dichiarato Luc Farré, dell’Union nationale des syndicats autonomes. “C’è una rabbia che vogliamo esprimere e la giornata del 29 settembre sarà una giornata nera”, avverte Natacha Pommet, del sindacato Cgt.
Le proteste seguono quelle dei pescatori, che nelle scorse settimane hanno bloccato porti e depositi di carburanti nel sud dell’Esagono.Le rivendicazioni dei sindacati del settore pubblico sono molto ampie. Il primo punto riguarda le misure salariali, compreso il ripristino della sua indicizzazione all’inflazione. Tale indicizzazione era stata abolita nel 1983 per dare maggiore flessibilità al bilancio statale. Una delle richieste in fatto di stipendi, inizialmente avanzata dalla CFE-CGC e successivamente adottata da altri sindacati, riguarda una revisione completa delle tabelle retributive. Un altro problema riguarda il mantenimento della retribuzione al 100% per i dipendenti in congedo per malattia. Attualmente, la retribuzione è del 90%, una riduzione pensata per diminuire il numero di assenze per malattia.
Si prevede che questa sarà una delle giornate di mobilitazione più importanti degli ultimi anni. Più di 170 manifestazioni sono previste in tutta la Francia. Nelle piazze anche gli studenti: il principale sindacato studentesco delle scuole superiori ha indetto blocchi stradali in tutta la Francia per, “perché si tratta di problemi presenti in tutto il Paese”, ha dichiarato Ryad Rani, presidente dell’Union Syndicale Lycéenne (USL).
Pur avendo rivendicazioni di carattere generale, ogni sindacato porterà in piazza le proprie, più specifiche per la propria professione o di diversa intensità. La sicurezza, in particolare, è una questione cruciale per agenti di polizia, vigili del fuoco, insegnanti e personale ospedaliero, sempre più spesso vittime di aggressioni. Negli ospedali, la qualità della vita lavorativa e l’eccessivo carico di lavoro amministrativo sono tra le priorità, mentre i lavoratori del settore dell’istruzione si stanno mobilitando, soprattutto in merito alle procedure di reclutamento degli insegnanti.
