A Ceuta è in atto una nuova crisi migratoria che viene assimilata al 2021 ma le modalità sembrano essere diverse rispetto al passato: sono 5 i km di serpentone umano ai confini della città autonoma.. Le autorità del Marocco accusano le organizzazioni dei trafficanti ma la polizia spagnola accusa i colleghi marocchini e, quindi, lo Stato, di non essere intervenuti adeguatamente per fermare l’avanzata. Tanto che ora Ceuta è al “collasso totale”, come hanno dichiarato e non ferma ancora l’avanzata dei migranti, descritta come “un’invasione” dai residenti. La situazione è critica e da Palazzo Chigi fanno sapere che si sta valutando la sospensione di Schengen con la Spagna.
Inevitabilmente piovono critiche su Pedro Sanchez, che da anni predica l’accoglienza indiscriminata in Spagna (per poi creare i Cpr in Mauritania), agevolando la regolarizzazione potenziale di 3 milioni di clandestini con la sanatoria che, inizialmente, era stato stimato fosse per mezzo milione di migranti. Ma questo è il modello di riferimento della sinistra italiana ma basta approfondire quanto accade in Spagna per rendersi conto che al di là della propaganda il Paese sta subendo una pressione migratoria esagerata, insostenibile per il tessuto sociale. Ora la crisi migratoria di Ceuta certifica definitivamente il fallimento di una politica pericolosa, contro la quale si stanno schierando anche le forze di polizia.
L’Unione europea ha richiamato il premier spagnolo ricordandogli che la protezione dei confini esterni è un dovere e nel frattempo i leader di tutta Europa chiedono interventi validi per fronteggiare la crisi. La stessa città autonoma ha chiesto lo stato di emergenza e la chiusura della frontiera con il Marocco per gestire la situazione, anche perché la Guardia Civil è in forte difficoltà. Il governo di Madrid, infatti, ha annunciato l’invio dell’esercito per controllare i confini. “Ho affrontato anni di processo, rischiando sei anni di carcere, per aver protetto i confini del mio Paese. Sanchez no. Sospendere Schengen. Difendere i confini”, ha dichiarato Matteo Salvini a commento delle immagini choc che arrivano dall’exclave spagnola in Marocco.
L’europarlamentare di FdI, Nicola Procaccini, co-presidente del gruppo dei conservatori al Parlamento europeo ha ribadito che quanto sta accadendo a Ceuta è “il fallimento della politica delle porte aperte di Sánchez e della sinistra europea, che hanno favorito l’immigrazione illegale in Europa. Quando un governo regolarizza la permanenza illegale su vasta scala, come ha fatta la Spagna di Pedro Sanchez, si arriva alla ingovernabilità del fenomeno migratorio e a favorire l’immigrazione illegale e le sue disastrose conseguenze”. L’Europa, ha aggiunto, “deve riprendere il controllo dei propri confini esterni e governare i fenomeni migratori per sottrarli ai trafficanti di essere umani, obiettivo a cui si sta tentando di arrivare grazie al lavoro di Fratelli d’Italia e dei conservatori al Parlamento europeo”.
Incisivo anche l’intervento di Silvia Sardone, vicesegretario della Lega, che si rivolge direttamente all’opposizione in Italia: “Le scene che arrivano da Ceuta sono impressionanti e drammatiche: migliaia di immigrati assaltano il confine entrando sul territorio spagnolo e quindi in Europa. Rappresentano l’immagine plastica di un’invasione che è conseguenza delle deliranti politiche del governo di Sanchez. Hanno aperto le porte alla regolarizzazione di migliaia e migliaia di clandestini e queste sono le conseguenze. Cosa dicono Schlein e Boldrini che da sempre guardano al modello spagnolo sull’immigrazione con estremo favore? Vogliono questo spettacolo anche in Italia? La Lega da sempre contrasta l’immigrazione irregolare, come ha dimostrato Matteo Salvini portando quasi all’azzeramento degli sbarchi. Siamo pronti a chiedere di rafforzare i confini perché le scelte di Sanchez e le frontiere spagnole colabrodo stanno mettendo a rischio la sicurezza di tutta l’Europa”. Lo stesso ha fatto Deborah Bergamini, vicesegretaria nazionale di Forza Italia e responsabile Esteri del partito, che sottolinea che “da anni la sinistra italiana eleva Pedro Sánchez a modello politico da seguire, indicandolo come l’esempio di una gestione moderna e progressista. Oggi quel modello mostra tutte le sue crepe”.
