L’Europa meridionale è ormai il teatro di una guerra costante contro devastanti incendi, complici le temperature elevate alimentate dalla crisi climatica.
Il nuovo fronte attivo ora è la Grecia. Da due giorni le fiamme stanno divampando nella regione di Rethymno sulla costa settentrionale dell’isola di Creta. Una situazione molto critica data l’alta stagione turistica in atto. La vice governatrice di Rethymno, Maria Lioni, ha dichiarato che sono state evacuate circa 8mila persone. I forti venti stanno complicando le operazioni per contenere gli incendi: a Rethymno si sono raggiunti i 125 km/h, mentre a Plakias i 114 km/h. Al momento il fronte di incendi ha raggiunto un’estensione di almeno 15 km. I vigili del fuoco - almeno 190 schierati - devono affrontare le fiamme senza il supporto dei Canadair dato che le raffiche ne impediscono l’utilizzo. In campo anche la Guardia Costiera Greca che con il supporto anche di imbarcazioni private ha evacuato via mare 29 persone. In questo scenario, si contano le prime vittime: sono già morti due vigili del fuoco a Creta e un terzo vicino città portuale di Gytheio, nel sud del Peloponneso. Sono stati segnalati altri incendi anche nelle isole di Lesbo e Paros e attorno alla città di Trifyllia nel Peloponneso. Il premier Kyriakos Mītsotakīs ha espresso «profondo cordoglio» per la morte dei tre vigili. «Lo Stato è al fianco delle loro famiglie e rafforza le proprie azioni affinché la Grecia possa proteggersi in modo sempre più efficace dalla crisi climatica» ha dichiarato, avvertendo tuttavia i cittadini di «giorni difficili davanti a noi».

Nel frattempo in Francia l’incendio in Gironda, che ha già distrutto 42mila ettari di terreno, sembra sotto controllo e si confida sul calo delle temperature e sull’arrivo di una perturbazione atlantica nei prossimi giorni. Le autorità hanno permesso a 84mila persone di rientrare nelle proprie case. «Il rischio permane estremamente importante» ha dichiarato il ministro dell’Interno Laurent Nuñez avvertendo di restare «molto vigili» perché la situazione è «ancora piuttosto complicata».
In Spagna l’attenzione è rivolta al rogo di Fermoselle, al confine con il Portogallo, che ha distrutto in appena 24 ore circa 11mila ettari di terreno. Situazione invece stabile per gli incendi della Comunità di Madrid e di Avila, mentre il governo ha revocato lo stato di emergenza nazionale. Intanto la Guardia Civil ha arrestato due uomini ritenuti responsabili dell’incendio divampato nella Comunità di Madrid lo scorso 22 luglio.
