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Cronaca internazionale

Ceuta, il Financial Times punge Sanchez: “La crisi migratoria mostra la leva di Rabat su Madrid”

Il quotidiano economico inglese ha sottolineato come la Spagna sia dipendente dal Marocco per bloccare i flussi, ma che tra i due Paesi ci sono profonde divisioni politiche

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La crisi migratoria di Ceuta ha assunto una dimensione enorme nei rapporti internazionali, andando oltre il confine Mediterraneo. Le immagini arrivate dall’exclave spagnola in Marocco sono state impressionanti, perché forse mai si era visto uno sfondamento di queste dimensioni di un confine Schengen. Il presidente della città autonoma di Ceuta parla di 80mila ingressi in una manciata di ore via mare e via terra, che hanno colto completamente impreparata la Spagna. Le forze di polizia sostengono che ci siano state delle avvisaglie su quanto sarebbe accaduto e che hanno chiesto rinforzi senza mai ottenerli. Nonostante la gravissima crisi sia stata inevitabilmente favorita da un atteggiamento quanto meno lassista del Marocco, il governo spagnolo ha scientificamente evitato di accusare il regno di Mohammed VI. Una circostanza che è stata analizzata anche dal Financial Times. nel giorno in cui i ministri dell’Interno Ue si riuniscono in un vertice straordinario.

Il governo spagnolo ha individuato nell’Italia il suo bersaglio, per una scelta più politica che altro, visto che il “modello Sanchez” sull’immigrazione è stato criticato da più parti e non viene considerato sicuro, mentre il “modello Meloni” è diventato standard europeo. Se da un lato Sanchez ha promosso la regolarizzazione di oltre un milione di irregolari, che sarebbero dovuti essere mezzo milione ma potrebbero alla fine essere tre milioni, dall’altra Meloni spinge per rimpatri e hub esterni. Per il Ft, la crisi di Ceuta ha evidenziato la capacità del re marocchino Mohammed VI di utilizzare il controllo dei flussi migratori come leva nei rapporti con il governo spagnolo. Come accade tra i Paesi di confine, Madrid e Rabat sono ovviamente interconnesse per ragioni commerciali ma la Spagna ha bisogno di ottenere la collaborazione marocchina per limitare le partenze verso Ceuta, Melilla e le isole Canarie. Tuttavia i due Paesi restano divisi su importanti dossier geopolitici, in primis proprio sulle exclavi di Ceuta e Melilla, per le quali il Marocco non riconosce la sovranità spagnola.

Inoltre, ci sono anche i rapporti tra Spagna e Algeria ad agitare quelli tra Rabat e Madrid, oltre a quelli (inesistenti) tra la Spagna e gli Stati Uniti, che sono molto vicini al Marocco. Secondo gli analisti citati dal quotidiano inglese, la vicinanza tra Mohammed VI e Donald Trump potrebbe offrire a Rabat una finestra favorevole per rafforzare le proprie rivendicazioni. “È una cosa triste, mi fa molta tristezza vedere cosa sta succedendo in Europa. Ma hanno un problema con l’immigrazione”, ha dichiarato il presidente Usa in un punto stampa, aggiungendo che “ci sono Paesi in cui il socialismo si è praticamente trasformato in comunismo”. Sanchez ha evitato di accusare il governo marocchino per l’ingresso a Ceuta, attribuendo la crisi alle reti di trafficanti e alla disinformazione sui social e sottolineando che la cooperazione di Rabat ha consentito il rapido rimpatrio della maggior parte dei migranti e questo dimostra il timore spagnolo di ritorsioni sui confini, come già accaduto. Il FT, inoltre, ha voluto sottolineare come i due leader si siano incontrati soltanto due volte dal 2022, una circostanza che dimostra un rapporto non così idilliaco.

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