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Cronaca internazionale

Ceuta, Sanchez dalla villa delle vacanze convoca il secondo vertice: piano per 1500 posti. Ma ci sono ancora 8.000 migranti

Le polemiche non si placano per il premier spagnolo: Ceuta è in emergenza ma ancora non si trovano soluzioni pratiche per risolvere il problema

Ceuta è una polveriera, dal 30 marzo la Città autonoma vive il suo momento più difficile. Il presidente ha minacciato azioni legali contro il governo, che finora non si è dimostrato all’altezza. Pedro Sanchez il 1 agosto è volato a Lanzarote per le vacanze, dove ancora si trova, invece di rimanere a Madrid per gestire l’emergenza o, ancora meglio, far visita a Ceuta. Si è presentato solo una volta nell’exclave spagnola, e non è stato accolto con particolare entusiasmo. Oggi alle 9 ha convocato la riunione dei suoi ministri da La Mareta, la seconda, dall’emergenza, nonostante con la prima non siano state prese decisioni significative.

Partecipano pressoché tutti i ministri del governo di Sanchez mentre Josè Manuel Albares era atteso in commissione Senato per una riunione convocata per lo stesso motivo ma non si è presentato. Il vertice, riferisce la Moncloa, è servito a fare il punto sulle misure già adottate per affrontare la crisi, in collaborazione con le istituzioni di Ceuta e altre organizzazioni, e sulle “iniziative necessarie per rafforzare ulteriormente la sicurezza e il benessere della popolazione locale”. Secondo la Moncloa, il governo intende inoltre potenziare le attività di identificazione e assistenza dei migranti che si trovano ancora nella città autonoma. Un numero stimato dell’esecutivo in circa 5.000 persone, ma che sono almeno fra le 8.000 e le 12.000, secondo il governo di Ceuta.

Di questi, 1500 sarebbero minori: oggi saranno dispiegati a Ceuta “vari dispositivi di assistenza umanitaria di carattere temporaneo straordinario” ai migranti, che comporteranno “l’immediata attivazione di 1.500 nuovi posti” di accoglienza. Così ha assicurato il ministro dell’Inclusione, della Previdenza sociale e delle Migrazioni e portavoce del governo, Elma Saiz, in conferenza stampa da Ceuta. Saranno quattro i centri di accoglienza “temporanea e straordinaria”, secondo quanto indicato da Saiz, che saranno allestiti su tre proprietà del governo centrale e una quarta messa a disposizione da Ceuta. In particolare, presso le installazioni del centro ippico locale, in un vecchio campo di calcio della Cavalleria e in uno spazio nel quartiere di El Guano, mentre l’amministrazione comunale allestirà un centro in un parcheggio nel quartiere della Loma Colmenar.

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