Gli agenti del dipartimento svizzero per le identificazioni li hanno trovati ai piedi della scala che dal piano terra portava al seminterrato del Constellation, da dove è divampato il rogo che ha causato la strage di Capodanno. Il punto in cui sono stati rinvenuti i corpi di 34 dei 40 giovani che hanno perso la vita nell'incendio, conferma che quasi tutti sono morti perché non sono riusciti a risalire dalla scala che nel 2015 era stata ridotta da tre metri a uno, e diventata una trappola mortale. «Trentaquattro si trovavano in prossimità del corrimano in legno, il quale dal peso dei corpi è stato divelto a terra», altri «tre sono stati rinvenuti sul marciapiede, spirati appena dopo aver guadagnato l'uscita del locale». La drammatica ricostruzione emerge dal decreto con cui la Procura di Roma ha disposto l'autopsia
su sei vittime italiane, visto che quella elvetica non ha ritenuto di accertare le cause esatte della morte. Ed è contenuta anche in una relazione degli agenti di polizia del servizio di cooperazione internazionale del Viminale, che il 4 gennaio hanno fatto un sopralluogo al Constellation concesso dai colleghi elvetici che, annotano gli italiani nel verbale, «erano visibilmente irrigiditi e frettolosi per la nostra presenza». Su alcuni tavoli c'erano «bottiglie di champagne vuote e altre sigillate, ma tutte con la fontana pirotecnica installata sul collo della bottiglia». I calici appesi sopra il bancone «erano completamente fusi dal calore, come i due monitor tv alle pareti». Gli italiani confermano la presenza di un'uscita nella sala fumatori, che «non era agibile» e conduceva in un vano interno all'edificio. Rilevano anche come «la tragedia abbia suscitato molto clamore in Svizzera anche per il danno d'immagine, vista l'importanza di Crans-Montana per il turismo e il grande investimento fatto dal gruppo statunitense Vail Resorts con l'acquisizione degli impianti sportivi e l'aggiudicazione dei mondiali di sci nel 2027».
Ieri il giornale svizzero Blick ha rivelato che poco prima della strage, alla mezzanotte del primo gennaio, «ottantasei minuti prima dell'incendio» è entrata in vigore nel Cantone Vallese la nuova legge sull'edilizia, che escluderebbe i comuni dalla responsabilità «per i danni derivanti dalla
violazione delle disposizioni della legge da parte dei proprietari di edifici e dei loro rappresentanti». La fatale postilla dell'articolo 37 della norma, potrebbe giocare un ruolo determinante nella battaglia dei risarcimenti milionari ai feriti e alle famiglie delle vittime. Sarebbe una beffa vista l'ammissione da parte del sindaco, Nicholas Feraud, dei mancati controlli sul locale, che dovevano essere effettuati annualmente e che invece non venivano fatti dal 2019. Sia il Constellation che il comune di Crans-Montana avevano una polizza assicurativa di responsabilità civile con Axa. La compagnia svizzera ha fatto sapere che entrambi avevano sottoscritto dei «prodotti standard con una copertura limitata contrattualmente. È evidente che, in caso di responsabilità accertata dalle indagini, le somme assicurate sono di gran lunga insufficienti per far fronte a tutti i danni finanziari subiti dalle vittime superstiti e dai loro familiari».
Ieri la vicensindaca Nicole Bonvin Clivaz ha chiesto scusa «per quella tragica notte, per non aver fatto tutto nel modo corretto. L'indagine ci dirà perché ci sono state queste mancanze». Ma, ha confermato, niente dimissioni.