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Cronaca internazionale

Dall’Uk all’India: cosa c’è dietro la grande fuga delle scuole d’élite britanniche

Le scuole private britanniche puntano sull’India per conquistare nuove famiglie e compensare l’aumento dei costi nel Regno Unito

Scuole

Le scuole più prestigiose del Regno Unito guardano a Est. Basta dare un’occhiata alle strategie adottate dalle prestigiose Harrow, Bedford, Shrewsbury e Wellington che stanno investendo in India, dove le famiglie benestanti cercano un’istruzione internazionale per i propri figli. Dietro questa espansione ci sono nuove opportunità di profitto, certo, ma anche le difficoltà incontrate in Cina e l’aumento dei costi nel mercato britannico.

Le scuole Uk puntano sull’India

Almeno sei storiche scuole private britanniche hanno aperto o avviato progetti di espansione in India. Alcuni esempi? Harrow, che ha formato anche Jawaharlal Nehru, primo premier indiano dopo l’indipendenza, ha inaugurato il proprio campus a Bangalore nel 2023.

Queen Elizabeth’s School è arrivata a Gurugram lo scorso agosto, mentre Shrewsbury ha scelto Bhopal e Wellington College Pune. Bedford School ha invece aperto una sede a Mohali, nel Punjab, con un campus internazionale dedicato anche alle ragazze.

Gli istituti, ha fatto sapere la Bbc in un lungo approfondimento sul tema, esportano programmi didattici, tradizioni e modelli educativi britannici, adattandoli al contesto locale. L’obiettivo? Conquistare le famiglie disposte a investire cifre importanti nella formazione dei figli, offrendo loro una preparazione riconosciuta a livello internazionale.

Perché l’India?

Il primo aspetto che ha spinto le scuole d’élite del Regno Unito a puntare sull’India è l’aumento della domanda interna. Questo Paese conta infatti una popolazione scolastica enorme e una fascia di famiglie benestanti in aumento, interessate a percorsi educativi che facilitino l’accesso alle università straniere. Tra gli interessati troviamo poi gli indiani che rientrano dall’estero e quelli che vivono ancora nel Regno Unito o in Medio Oriente ma vogliono mantenere un legame con il proprio Paese.

Le scuole britanniche puntano su programmi internazionali, attività sportive, musica, teatro e formazione del carattere, elementi che vanno oltre il rendimento scolastico. Harrow, per esempio, mantiene a Bangalore le uniformi tradizionali, il sistema delle case e alcune consuetudini storiche, affiancandole a iniziative legate alla cultura indiana. Il marchio britannico diventa così uno strumento commerciale per distinguersi in un mercato sempre più competitivo.

Una strategia economica

La spinta verso l’India dipende anche dalle difficoltà incontrate altrove. Per anni la Cina e Hong Kong hanno rappresentato il principale terreno di espansione internazionale delle scuole private britanniche. Secondo uno studio del 2025 del Private Education Policy Forum, però, la crescita dei campus esteri ha rallentato a causa di nuove regole e di controlli più stringenti. In Cina, una legge del 2024 ha rafforzato l’obbligo di integrare l’educazione patriottica nelle materie scolastiche, complicando alcuni progetti internazionali.

Nel Regno Unito, intanto, dal gennaio 2025 le rette delle scuole private sono soggette all’Iva del 20%. La misura ha aumentato la pressione finanziaria sugli istituti e spinto alcuni dirigenti a cercare nuovi ricavi all’estero. L’India offre quindi una possibile alternativa.

Ostacoli da superare

Il mercato indiano resta in ogni caso difficile da conquistare. La concorrenza degli istituti locali è forte, l’inglese è già ampiamente utilizzato nell’istruzione e le rette elevate limitano il numero delle famiglie in grado di sostenere la spesa. Alcune scuole britanniche chiedono fino a 15.000 sterline o più per un anno di collegio. Per questo Bedford ha fissato tariffe inferiori rispetto ad altri concorrenti. Inoltre, molti campus nascono da accordi con investitori e operatori locali, che riducono i margini economici delle istituzioni britanniche.

I numeri confermano comunque l’interesse del settore: tra il 2011-12 e il 2022-23, i campus internazionali delle scuole britanniche hanno generato profitti per 152,4 milioni di sterline, secondo il PEPF. La grande fuga verso l’India prosegue.

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