La guerra tra Stati Uniti e Iran si sposta ancora una volta sul terreno della propaganda e delle minacce personali.Secondo quanto riportato lunedì da Iran International, il canale televisivo statale iraniano Channel 3 ha diffuso un video dedicato a Barron Trump, il figlio ventenne del presidente americano Donald Trump, presentandolo come un obiettivo individuabile attraverso un’attività di sorveglianza che avrebbe ricostruito i suoi spostamenti, i luoghi frequentati e persino alcuni elementi della sua vita digitale.
Secondo quanto riportato dal portale di notizie mediorientale Al Bawaba, il video del figlio minore del presidente è stato diffuso da media legati al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche. Al momento, non è possibile ritrovare il video originale sulle piattaforme di Channel 3. Il video, tuttavia, è stato condiviso su X dal giornalista londinese Niyak Ghorbani, noto per le sue posizioni anti-regime.
Il filmato è intitolato “Where to Kill Barron Trump?” e dura circa tre minuti. Il servizio utilizza grafiche e immagini fortemente stilizzate per rappresentare presunte informazioni sul giovane Trump e sulla sua protezione. “Questo è solo l’inizio! Barron Trump, aspettami!” conclude il video. Oltre al filamto inquietante, diverse fonti hanno indicato che il regime avrebbe messo una taglia di 10 milioni di dollari sulla testa di Barron.
La notizia della ricompensa proviene tuttavia dalla ricostruzione di Iran International e il filmato stesso non offre elementi sufficienti per stabilire che la somma sia effettivamente disponibile.
⚠️ Iran’s Islamist Terror Regime continues to directly threaten the lives of President Trump and his family members.
— Israel War Room (@IsraelWarRoom) August 23, 2026
The “Death to America!” Regime and its propaganda arms are openly pushing for the murder of Barron Trump, the President’s 20-year-old son. pic.twitter.com/zropCEAsHE
Il servizio televisivo mostra quelli che vengono presentati come luoghi frequentati da Barron Trump, compreso il campus universitario, e rappresenta graficamente la presenza degli uomini del Secret Service incaricati della sua protezione.
Il video sostiene di aver individuato anche elementi relativi alle abitudini quotidiane e agli interessi del giovane, compresa la sua attività nel mondo dei videogiochi e alcuni suoi contatti. Il servizio avrebbe inoltre indicato il campus di New York University a Washington come luogo di residenza dello studente.
Il caso Barron arriva inoltre dopo altri contenuti diffusi da media iraniani o filoiraniani contro la famiglia Trump. Il nuovo episodio segue una precedente campagna mediatica rivolta contro la first lady Melania, nella quale erano state diffuse informazioni sulle sue abitudini e sui luoghi da lei frequentati. Quel video incitava i “combattenti per la libertà” a prendere di mira i negozi frequentati dalla first lady. Affermava di condividere “informazioni provenienti da diverse reti di sicurezza anonime”, mostrando i meccanismi operativi della sicurezza di Melania e i luoghi che solitamente frequenta a New York.
