Scontri a Ginevra alla vigilia del vertice del G7 in programma da oggi al 17 giugno a Evian. La polizia antisommossa ha lanciato gas lacrimogeni e utilizzato idranti contro alcuni giovani che lanciavano pietre. Le violenze, scoppiate vicino alla sede delle Nazioni Unite, sono andate avanti fino alla sera dopo una serie di incidenti lungo il percorso del corteo che ha attirato circa 20.000 persone, tra cui circa 600 Black Bloc.
Alcuni manifestanti a volto coperto hanno lanciato razzi di segnalazione verso gli agenti e hanno spaccato dei pezzi di cemento per scagliarli contro la polizia in tenuta antisommossa.
Gli scontri sono continuati anche dopo che la polizia ha ordinato ai manifestanti di disperdersi. Diversi gli edifici presi di mira, tra cui gli uffici di PricewaterhouseCoopers, la Banque du Leman e la sede dell'Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (ITU). Bruciata un'auto Tesla.
Per evitare altre possibili contestazioni le autorità hanno mobilitato 13mila agenti nella zona di Evian. Venti barche pattuglieranno il lago.
Chi c'era al corteo
La coalizione "No G7" che si è mobilitata a Ginevra riunisce una sessantina di associazioni, sindacati e gruppi della sinistra per protestare al vertice dei leader delle principali economie occidentali. "Riposte anti-fasciste, anti-imperialiste, no G7", recitava ieri uno striscione in testa al corteo. Hanno sfilato gruppi femministi, sindacali, pro-palestinesi e curdi, con molti partecipanti vestiti di viola in coincidenza con la giornata dello "sciopero femminista".
Poco prima dell'inizio del corteo la polizia ginevrina ha annunciato il sequestro preventivo di coltelli, asce, manganelli telescopici, materiale pirotecnico e altri oggetti ritenuti potenzialmente pericolosi. Gli organizzatori hanno invece denunciato controlli e misure di sicurezza giudicati "sproporzionati".