Continuano le proteste degli studenti francesi, che da ormai quasi un mese paralizzano Parigi e le altre città. Anche nelle ultime ore si registrano scontri con la polizia e atti vandalici nei licei, presi di mira e dati alle fiamme con decine di milioni di euro di danni. “Finché non avremo 10 miliardi sul tavolo, continueremo a mobilitarci”, ha detto Sabrine Kharbach, portavoce dell’Unione degli Studenti. “Chiediamo uno sciopero di tutto il personale dell’istruzione pubblica e universitaria per martedì 13 ottobre”, ha aggiunto Caroline Cheuvè, segretaria generale della Federazione Unificata dei Sindacati.
Kharbach ha affermato che oltre il 90% delle università è attualmente interessato da blocchi e mobilitazioni studentesche e ha chiesto interventi concreti per migliorare le condizioni di studio. Questo pomeriggio centinaia di studenti sono arrivati a Place de la Bastille a Parigi, punto di raduno del cosiddetto quarto atto della mobilitazione studentesca. Con loro anche Elwan, lo studente parigino di prestigio del Lycée Jacques Decour i cui interventi sono diventati virali, considerato uno degli agitatori delle piazze e, ormai, dichiaratamente vicino al leader della France Insoumise (LFI) e candidato alle presidenziali del 2027, Jean-Luc Mélenchon.
Ma non c’è solo la mano della sinistra radicale sulle piazze francesi, perché secondo Le Point è in atto un tentativo di strumentalizzazione da parte di Al-Jazeera e di alcuni reti islamiste dei movimenti degli studenti francesi, che stanno cercando di ribaltare la realtà delle devastazioni parlando di proteste “creative”, mentre su profili legati all’associazione Studenti Musulmani di Francia (organizzazione che per le autorità è legata a Fratelli Musulmani) è circolato un appello esplicito a proseguire le azioni fino al 9 ottobre. “I Fratelli Musulmani, lo si sa, prendono sempre di mira per primi le scuole e i campus universitari. È per questo che tra le rivendicazioni che tentano di sottoporre ai liceali si ritrova la volontà di abrogare la legge del 2004 sul porto dei segni religiosi! E possono contare su Al-Jazeera e sul Qatar per far risuonare i loro messaggi”, ha dichiarato l’imam di Drancy, Hassen Chalghoumi, a Le Point.
