L’imposizione del velo alle donne è uno dei segni più visibili dell’islamizzazione europea. Basta tornare con la mente a 10 anni fa e fare il confronto con l’attualità per rendersi conto di quanto siano aumentate le donne velate nelle nostre città, passando da pochi casi isolati e sporadici nelle città alla normalità. Questo è il motivo per cui in molti Paesi si sta procedendo con l’esplicito divieto di velo islamico, su diversi livelli ma comunque di parla di divieti. Il Portogallo è l’ultimo Paese in ordine di tempo ad averlo vietato integralmente nel Paese, in qualunque circostanza. In Austria è stato vietato nelle scuole, mentre in Francia è stato vietato per le dipendenti pubbliche. E sono solo alcuni esempi.
“Sedici anni fa, ho preso una posizione chiara in Francia: il velo integrale non è prescritto dal Corano. Non è in alcun caso un obbligo religioso. Ero allora l’unico imam in Francia a affermare pubblicamente questa verità e a oppormi a questa pratica. Questa presa di posizione ha cambiato tutto. Ho ricevuto minacce di morte a livello internazionale, ma anche in Francia”, ha dichiarato l’imam Hassen Chalghoumi, presidente dell’Associazione Culturale dei Musulmani di Drancy, una banlieue a nord di Parigi, tra le figure religiose islamiche più note in Francia, celebre per le sue posizioni nettamente riformiste, laiche e a favore del dialogo interreligioso. “Da parte mia, ho subito fatwa e minacce da parte degli islamisti. Oggi, mi rallegro che si comincino finalmente ad aprire gli occhi su questo problema. Il Portogallo ha appena preso la decisione di vietare il velo integrale. È esattamente ciò che spiegavo e contro cui mettevo in guardia più di quindici anni fa. Il velo integrale non è solo portato e promosso dal salafismo. È anche difeso e strumentalizzato dai Fratelli musulmani. L’ho constatato io stesso”, ha aggiunto nel suo lungo post affidato ai social.
Nel frattempo, invece, in Austria si rischia una rivolta da parte delle comunità musulmane, perché secondo il sindacato degli insegnanti, diverse comunità hanno annunciato di non voler accettare il nuovo divieto di indossare il velo e che non lo rispetteranno. Secondo le stime, potrebbero essere interessate fino a 12.000 studentesse in tutta l’Austria. “Parlare con un salafita del divieto del velo servirà a poco”, ha dichiarato il presidente del sindacato degli insegnanti cristiani, Paul Kimberger, facendo riferimento alla multa fino a 800 euro per i tutori della studentessa che le fanno indossare il velo. Quello che temono insegnanti e sindacalisti sono scontri violenti con i genitori che non accettano il velo, mentre qualcuno ha già minacciato che lascerà l’Austria. Un padre, ha spiegato un’insegnante austriaca, “Ha dichiarato che si trasferirà in Siria con la sua famiglia se il divieto del velo verrà applicato rigorosamente a scuola”. Ma il divieto, ha aggiunto, ha anche degli effetti sulle bambine, che “sono spaventate” perché “viene tolto loro qualcosa a cui i genitori le hanno costrette fino ad ora”. È un tema delicato, che fotografa meglio di qualunque altro elemento come sia cambiata la società europea.
