L’islamismo radicale rappresenta da anni una delle principali sfide per la tenuta sociale in Germania. L’Islam è diventato parte integrante del tessuto tedesco, tra moschee e università dedicate, tanto che il Paese sta pensando di integrarlo completamente, formando imam “statali”. Si tratta di una tendenza che non convince nessuno ma che lo Stato sembra intenzionato a proseguire per provare a isolare i gruppi estremisti che rifiutano i valori fondamentali dello Stato di diritto La sinistra radicale europea, quindi anche quella tedesca, coccola questo tipo di elettorato, come ha dimostrato partecipando a un incontro in una moschea attenzionata da tempo per una presunta vicinanza ai Fratelli Musulmani. Ma le moschee sono sempre più centrali nella politica tedesca, come dimostra la decisione di trasformarne una di Berlino in seggio elettorale per le elezioni regionali del 20 settembre.
L’imam Scharjil Khalid ha sottolineato come la sua sia l’unica moschea della capitale a poter assumere questa funzione democratica, e questo è indicativo per la Capitale tedesca, ma ha ha anche rivolto un appello chiaro alla classe politica affinché non ignori un bacino strategico di oltre 400.000 elettori musulmani. “La politica deve considerare i musulmani come alleati, non come avversari”, è il monito dell’imam, che ha anche lanciato un avviso molto specifico alla sinistra tedesca: i musulmani non vi votano acriticamente. Non più. Cosa significa? Vuol dire che il mondo islamico non accetta più le “moine” della sinistra che, per qualche voto, spesso finge di sposarne le cause ma cerca garanzie e vuole rappresentanti degni e capaci. Se da un lato formazioni come Spd, Linke e Cdu mantengono la maggioranza delle preferenze con quote superiori al 20% ciascuna tra la popolazione musulmana, dall’altro si registra un deciso calo di consenso per i Verdi e un’apertura inaspettata verso la destra di AfD, che tra i musulmani si attesta ora all’11%.
Il sondaggio è recente ed è il termometro di un cambiamento per il quale l’imam si è dato una spiegazione nella capacità di AfD di differenziare tra chi vive e lavora da tempo in Germania, essendosi completamente integrato, e chi, invece, è arrivato da poco e non vuole inserirsi nel tessuto sociale, diventando un problema per la comunità. E questo offre a quella parte di musulmani integrati una forma di rassicurazione, dando loro modo di distinguersi dagli altri. Un modo di fare della destra che l’imam definisce “perfido e cinico”, perché crea distinzioni all’interno della comunità musulmana ma che, ammette, fa presa. “Ogni musulmano ne conosce un altro che vota la AfD o che per lo meno accarezza l’idea di farlo”, è la chiosa dell’imam.
