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Niente accordo. Trump: "Teheran non avrà mai l'arma nucleare". E annuncia il blocco navale immediato a Hormuz. Pasdaran: "Intrappoleremo i nemici in un vortice mortale"

Vance: "Manca la promessa definitiva dell'abbandono del nucleare". Teheran: "Richieste irragionevoli". Londra smentisce Trump: "Non saremo coinvolti su Hormuz". Intanto, Putin si offre come mediatore: "Pronto a contribuire a sforzi di pace". E il tycoon avvisa la Cina: "Dazi al 50% se invierà armi all'Iran". Tajani domani a Beirut

Niente accordo. Trump: "Teheran non avrà mai l'arma nucleare". E annuncia il blocco navale immediato a Hormuz. Pasdaran: "Intrappoleremo i nemici in un vortice mortale"
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Non c'è l'accordo tra Stati Uniti e Iran. La delegazione Usa lascia il Pakistan nella notte e il vicepresidente americano Jd Vance annuncia nella notte europea: "Non è stato raggiunto un accordo". Per Vance "non c'è la promessa definitiva da parte dell'Iran riguardo all'abbandono dell'arma nucleare". Vance dice di avere presentato "un'offerta finale e la migliore possibile". Ancora, secondo Al Jazeera: "Siamo stati piuttosto flessibili, ma non siamo riusciti a compiere progressi". Secondo Teheran, invece, "i negoziati sono falliti per le richieste irragionevoli degli Usa". Ma, aggiunge, "nessuno si aspettava un accordo al primo round di negoziati".

Anche la delegazione iraniana lascia il Pakistan, che chiede a Washington e Teheran di rispettare comunque il cessate il fuoco. I principali scogli: Hormuz, Libano, nucleare, sanzioni, asset congelati e riparazioni di guerra.

Il Pakistan lavora per far riprendere i negoziati

Islamabad mantiene i contatti sia con gli Stati Uniti che con l'Iran nel tentativo di riportarli al tavolo dei negoziati. Lo riporta l'emittente israeliana "Channel 12". I lunghi colloqui di sabato si sono conclusi senza alcun accordo. Secondo quanto riportato la principale diatriba riguarda il destino del programma nucleare iraniano e la possibilità per il Paese di continuare ad arricchire l'uranio.

Londra smentisce Trump: "Non saremo coinvolti nel blocco dello stretto di Hormuz"

"Continuiamo a sostenere la libertà di navigazione e l'apertura dello Stretto di Hormuz, urgentemente necessaria per sostenere l'economia globale e il costo della vita in patria. Lo Stretto di Hormuz non deve essere soggetto a pedaggi", ha detto un portavoce del governo riportato da Sky News Uk. "Stiamo lavorando con urgenza con la Francia e altri partner per formare un'ampia coalizione a tutela della libertà di navigazione". Trump aveva dichiarato che Londra avrebbe inviato dragamine per contribuire alle operazioni di bonifica dello stretto.

Premier Pakistan : "I negoziati non sono morti, c'è uno stallo"

"I colloqui non sono falliti. Siamo in una fase di stallo". Lo ha dichiarato il primo ministro pachistano Shehbaz Sharif, che ha ospitato i negoziati di ieri a Islamabad, intervenendo al programma 'Face the Nation' della Cbs. Lo riporta il New York Times nel suo live blog sulla crisi iraniana.

Tajani domani a Beirut per incontri con Aoun e militari italiani

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani sarà domani a Beirut per una serie di incontri istituzionali con il Presidente della Repubblica libanese, Joseph Aoun, e con il Ministro degli Affari Esteri e degli Emigrati, Youssef Rajji. Nel corso della visita - spiega la Farnesina - il ministro incontrerà inoltre il contingente italiano impegnato nel Paese nell’ambito della Missione Militare Bilaterale Italiana in Libano (MIBIL) e del Comitato Tecnico Militare per il Libano (MTC4L). Avrà inoltre un collegamento in videoconferenza con il contingente italiano schierato presso la base UNIFIL di Shamaa, simbolo del costante impegno italiano a sostegno della pace e della stabilità in Medio Oriente. La missione si inserisce nel quadro della profonda instabilità regionale e intende ribadire il pieno sostegno dell’Italia alla stabilità e alla sicurezza del Libano. Durante i colloqui con il Presidente Aoun e il Ministro Rajji, Tajani sottolineerà innanzitutto la volontà di promuovere un dialogo diretto tra Libano e Israele per costruire una pace duratura nella regione.

Trump, Gb e un paio di Paesi invieranno dragamine a Hormuz

"La Gran Bretagna e un paio di altri paesi stanno inviando dei dragamine", nello stretto di Hormuz. Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a Fox News. 

Pasdaran minacciano: "Intrappoleremo i nemici nel vortice mortale di Hormuz"

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato che le forze di sicurezza iraniane hanno il pieno controllo dello Stretto di Hormuz, punto nevralgico per il traffico marittimo, avvertendo che i nemici rimarranno intrappolati nel suo "vortice mortale" in caso di qualsiasi errore di valutazione. "Tutto il traffico... è sotto il pieno controllo delle forze armate", ha affermato il comando navale delle Guardie in un post in lingua persiana su X, dopo che il presidente Donald Trump ha ordinato il blocco navale statunitense dello Stretto. "Il nemico rimarrà intrappolato in un vortice mortale nello Stretto se farà la mossa sbagliata", ha aggiunto, pubblicando un video che mostra le navi nel mirino.

Trump avverte la Cina: "Dazi al 50% se invierà armi all'Iran"

Donald Trump ha avvertito la Cina che imporrà dazi del 50% se invierà armi all'Iran. Si tratta del secondo avvertimento del tycoon in due giorni a Pechino.

Trump: "Altri Paesi coinvolti nel blocco navale dello stretto di Hormuz"

"Altri Paesi saranno coinvolti nel blocco navale dello stretto di Hormuz", ha aggiunto Donald Trump su Truth senza precisare quali. "A un certo punto", ha continuato "giungeremo a una condizione in cui a tutti è consentito entrare e a tutti è consentito uscire. Tuttavia, l'Iran ha impedito che ciò accadesse". "Questa è un'estorsione a livello mondiale e i leader delle nazioni - in particolare quelli degli Stati Uniti - non si lasceranno mai estorcere", ha detto il presidente riferendosi alla minaccia di Teheran di aver piazzato mine nello stretto. 

Trump: "Inizieremo a far saltare le mine nello stretto di Hormuz"

"Inizieremo a distruggere le mine che gli iraniani hanno posato nello Stretto. Qualsiasi iraniano che spari contro di noi o contro imbarcazioni pacifiche verrà fatto saltare in aria!". Lo ha scritto Donald Trump su Truth. Aggiungendo: " "L'incontro" in Pakistan "è andato bene. Sulla maggior parte dei punti è stato raggiunto un accordo, ma sull'unico punto che contava davvero, il NUCLEARE, no".

"L'Iran non avrà mai un'arma nucleare!" ha scritto ancora il presidente americano su Truth. Specificando che l'Iran "non è disposto a rinunciare alle sue ambizioni nucleari" e i suoi rappresentanti "sono rimasti irremovibili sulla questione più importante". L'energia nucleare - ha concluso Trump - non può essere nelle mani "di un popolo così instabile, difficile e imprevedibile".

 

 

Trump annuncia: "Blocco navale immediato dello stretto di Hormuz"

Donald Trump ha annunciato su Truth il blocco "con effetto immediato" di tutte le navi da e per lo stretto di Hormzu dopo il fallimento dei negoziati in Pakistan.

Trump: "Usa fermeranno qualsiasi nave abbia pagato il pedaggio all'Iran"

"Ho ordinato alla nostra Marina di individuare e intercettare ogni imbarcazione nelle acque internazionali che abbia versato un pedaggio all'Iran. Nessuno che paghi un pedaggio illegale avrà libero transito in mare". Lo ha annunciato Donald Trump su Truth.

Putin a Pezeshkian: "Pronto a contribuire agli sforzi di pace"

Il presidente russo Vladimir Putin ha detto all'omologo iraniano Masoud Pezeshkian di essere pronto a contribuire agli sforzi di mediazione per raggiungere la pace in Medio Oriente. Lo ha reso noto il Cremlino. "Vladimir Putin ha sottolineato la sua disponibilità a facilitare ulteriormente la ricerca di una soluzione politica e diplomatica al conflitto e a mediare gli sforzi per raggiungere una pace giusta e duratura in Medio Oriente", ha affermato il Cremlino nel suo comunicato stampa sulla telefonata. 

Ben Gvir al Monte del Tempio: "Mi sento il padrone di casa"

Il ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben Gvir ha pregato sul Monte del Tempio e in un video diffuso dal sito ha affermato: "Oggi mi sento il padrone di casa", aggiungendo "continuo a sollecitare il primo ministro a fare sempre di più. Dobbiamo andare ancora oltre, sempre più in alto". Lo scrive il Times of Israel. In base a un accordo consolidato, gli ebrei possono visitare il complesso, ma non pregarvi, poiché è amministrato dal Waqf giordano, un ente religioso musulmano. Ben Gvir rivendica da tempo il diritto di preghiera per gli ebrei sul sito e sue precedenti visite hanno suscitato aspre condanne nel mondo arabo.

Media, Idf tornano in stato di massima allerta per possibile ripresa guerra

Il capo di Stato Maggiore israeliano, Generale di Divisione Eyal Zamir, ha ordinato alle Forze di Difesa Israeliane (Idf) di adottare un elevato stato di allerta in seguito al fallimento dei colloqui tra Stati Uniti e Iran, e di prepararsi alla possibilità di un ritorno al conflitto militare a breve termine. Secondo fonti militari, riporta Ynet, le Idf hanno attivato una procedura di combattimento strutturata, simile a quella utilizzata alla vigilia delle precedenti operazioni contro l'Iran, accelerando al contempo tutti i processi di pianificazione ed esecuzione. Nell'ambito di tale procedura, è stata impartita la direttiva di mantenere un alto livello di prontezza operativa in tutte le formazioni, riducendo i tempi di risposta e colmando le lacune operative.

Tajani: "Molto preoccupato per andamento colloqui con Usa, sarò a Beirut per dare segnale"

"Io sono molto preoccupato per l'andamento dei colloqui tra Iran e Usa, speriamo vadano meglio quelli tra Israele e Libano, domani .... Sarò a Beirut per dare un segnale di grande attenzione a questo paese che sta soffrendo e dove l'Italia è presente con i suoi militari e dove c'era una vita economicamente florida in passato". Lo dice il ministro degli Esteri Antonio Tajani intervenendo al Vinitaly.

Il Papa fa appello al cessate il fuoco: "Urgente soluzione pacifica"

Dal Papa è arrivato un nuovo appello al cessate il fuoco.  "Urgente soluzione pacifica", le sue parole. 

In due settimane 1,3 miliardi di dollari di danni climatici da guerra in Iran

Soltanto nelle prime due settimane, la guerra in Iran ha inquinato come un milione di automobili a benzina e provocato danni climatici superiori a 1,3 miliardi di dollari. So i dati emersi da un'analisi della Queen Mary University di Londra, della Lancaster University e del Climate and Community Institute. Tra il 28 febbraio e il 14 marzo, sono state generate oltre 5 milioni di tonnellate di anidride carbonica equivalente (CO2): più di quante ne produca l'Islanda in un intero anno. Se la crisi in Medio Oriente dovesse protrarsi per un anno, spiega lo studio, l'inquinamento prodotto peserebbe come un'economia ad alta intensità di combustibili fossili come il Kuwait, oppure come gli 84 Paesi con le emissioni più basse messe insieme: 131 milioni di tonnellate di anidride carbonica equivalente. 

Trump post un link su Truth. "Blocco navale carta vincente se Teheran non cede"

Nessun commento diretto, solo un link: così Donald Trump ha reagito al mancato accordo a Islamabad. Mentre il suo vice, J.D. Vance, ripartiva da Islamabad dopo aver dovuto annunciare il sostanziale fallimento dei colloqui, il presidente americano ha postato su Truth un link ad un articolo intitolato "La carta vincente che il presidente ha in mano se l'Iran non cede: un blocco navale" che ricorda come un blocco navale sia stato utilizzato per indebolire il Venezuela prima che il suo presidente, Nicolás Maduro, venisse preso durante un'operazione militare statunitense.

Media, nuovi raid israeliani nel sud del Libano, almeno 11 morti

Almeno 11 persone sono rimaste uccise in nuovi raid israeliani nel sud del Libano, cinque delle quali nella località di Qana e altre sei Maaroub, dove è stata presa di mira un'intera famiglia: lo riporta l'agenzia libanese Nna. La stessa fonte aggiunge che ci sono stati attacchi anche in altre località del Libano meridionale e che, oltre ai morti, si contano pure diversi feriti. 

Anche la delegazione di Teheran lascia Islamabad

Anche la delegazione di Teheran inviata a Islamabad per i colloqui con gli Usa ha lasciato il Pakistan dopo che i negoziati sono stati dati per falliti. Lo riferisce l'agenzia iraniana Mehr. 

Jd Vance lascia il Pakistan, negoziati falliti. "Non è stato raggiunto un accordo"

Jd Vance lascia il Pakistan dopo il fallimento dei negoziati con l'Iran.  Gli Stati Uniti "non hanno raggiunto un accordo" con l'Iran, ha annunciato il vicepresidente americano. Secondo Vance, "non c'è la 'promessa definitivà da parte dell'Iran riguardo all'abbandono dell'arma nucleare". Vance ha annunciato che tornerà negli Stati Uniti dopo aver presentato all'Iran "un'offerta finale e la migliore possibile".

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