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Londra stoppa Kanye West. Ma il rapper della discordia è pronto allo show in Italia

Negato il visto per il concerto di luglio. A Reggio Emilia già 68mila biglietti. E si scatena la polemica

Londra stoppa Kanye West. Ma il rapper della discordia è pronto allo show in Italia
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Prima o poi doveva accadere. È accaduto a Londra e adesso potrebbe ripetersi pure in Italia. Dunque, il Regno Unito, seguendo le indicazioni anche del partito Conservatore, ha revocato il permesso di ingresso al rapper americano Kanye West, uno dei più famosi al mondo, uno che ha vinto 24 Grammy Awards e che ha venduto di più nella storia della musica digitale. Motivo? Le esternazioni, per lo più farneticanti, contro Israele. Per capirci, in una canzone del 2023 ha accostato lo stato israeliano al diavolo, l'anno scorso ha pubblicato un brano intitolato nientemeno che Heil Hitler e contemporaneamente ha postato su X un «Free Gaza». Insomma, a causa di questo antisemitismo non potrà esibirsi al gigantesco Wireless Festival in programma dal 10 al 15 luglio a Finsbury Park a Londra e non è certo una decisione improvvisa visto che nei giorni scorsi persino il premier inglese Keir Starmer aveva definito la sua possibile partecipazione al Festival come «profondamente preoccupante» mentre la ministra dell'Istruzione Bridget Philipson era andata oltre bollando le esternazioni del rapper come «completamente inaccettabili e disgustose» perché «non c'è spazio per odio, bigottismo o antisemitismo». Idem il sindaco di Londra, Sadiq Khan.

Quindi arrivederci Kanye West, ci vedremo (forse) alla prossima. Il problema è che la «prossima» data di Kanye West è fissata in Italia, alla Rcf Arena il 18 luglio nell'ambito dell'Hellwatt Festival e naturalmente anche qui già prima non tutti erano d'accordo, figurarsi ora che c'è il precedente inglese. Dopo l'Anpi di Reggio Emilia, che aveva espresso molta contrarietà all'evento, ieri Rosamaria Papaleo della Cisl ha lanciato un appello al sindaco di Reggio Emilia, Marco Massari, affinché favorisca un incontro tra il rapper e la comunità ebraica. In poche parole, c'è tensione e chissà come andrà a finire. Ieri, gli organizzatori hanno garantito che il concerto «è confermato» e che sono già stati venduti 68mila biglietti. Di certo, Kanye West è un collage di talento e follia che da anni tappezza social e media di tutto il mondo. Tanto per capirci, nel settembre 2023 la società di noleggio delle imbarcazioni nella Laguna di Venezia hanno garantito che «il signor West e sua moglie (Bianca Censori, abituata ad apparire in pubblico seminuda o totalmente nuda - ndr) non saranno più i benvenuti a bordo delle imbarcazioni della nostra compagnia». Nei giorni precedenti avevano fatto il giro del mondo alcune foto, diciamo così, equivocabili, insomma foto di lui in motoscafo con i pantaloni abbassati di fianco alla moglie china.

Ma fosse «solo» questo.

Dal 2022 Kanye Omari West, nato nel 1977 ad Atlanta e ora autobattezzatosi Ye, ha alternato violentissimi attacchi antisemiti a ritrattazioni genuflesse, rendendo molto difficile dare un peso concreto alle sue posizioni. Spieghiamoci. Nell'ottobre 2022 ha minacciato gli ebrei accusando i «sionisti» di controllare i media. Risultato: Adidas e Balenciaga hanno smesso seduta stante di sponsorizzarlo. Allora, pochi mesi dopo, casualmente (si fa per dire) prima di pubblicare il disco Vultures, ha scritto su Instagram un messaggio in ebraico, chiedendo perdono per ogni «sfogo non intenzionale» e dichiarandosi pentito. Poi la pubblicazione del singolo intitolato Heil Hitler nel 2025.

Poi l'acquisto di una intera pagina del Wall Street Journal per garantire di non essere nazista e di amare il popolo ebraico. Un andirivieni abbastanza confusionario che lui attribuisce al proprio «bipolarismo» ma che forse, passando per la cruna inglese (leggasi concerto annullato), potrebbe iniziare a trovare una cura.

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