Si torna a parlare di Flavio Santoiemma, il ragazzo italiano di 15 anni recluso nel carcere minorile Coors, sull’isola di Malta. Sono più di due mesi che l’adolescente viene tenuto dietro le sbarre, ma la situazione in cui si trova continua ad aggravarsi.
Nei giorni scorsi la difesa del minorenne aveva chiesto la libertà su cauzione – considerato anche lo stato di sofferenza psicologica del giovane – ma tale possibilità non è stata nemmeno presa in considerazione. Nel corso della giornata di ieri – mercoledì 19 agosto – si è tenuta la terza udienza della fase istruttoria e alla sua conclusione è stato deciso di rimettere il 15enne in regime di segregazione.
Il giovane italiano, dunque, rimane dietro le sbarre. Non solo. Gli è consentita un’ora d’aria a settimana per poter stare con i coetanei, e sempre sotto la supervisione degli assistenti sociali. Si è quindi aggravata la situazione dell’adolescente arrestato lo scorso 25 per aver fatto scattare un falso allarme bomba nella scuola da lui frequentata. Le autorità maltesi sospettano che il ragazzo faccia parte del gruppo 764, una rete criminale ed estremista online. Gli inquirenti temono che il giovane possa essere uno dei “reclutatori”. Secondo l’Europol, questo gruppo criminale sarebbe “coinvolto nello sfruttamento dei minori, nell’estorsione informatica e in attività con modalità terroristiche”. Sono noti i casi in cui dei minori sono stati adescati online e poi spinti a commettere autolesionismo, violenze, o ad essere sfruttati sessualmente.
Nel corso dell’udienza di ieri, gli investigatori hanno portato delle prove ottenute mediante l’esame del computer portatile del 15enne. Secondo il legale del giovane, l’avvocato Arthur Azzopardi, la polizia ha però cambiato versione più volte. Adesso c’è il sospetto che l’adolescente agisse addirittura come reclutatore per il gruppo.
Secondo il Times of Malta, che ha fonti vicine all’indagine, gli inquirenti hanno trovato video sospetti sui dispositivi del 15enne, filmati che hanno fatto pensare a una partecipazione attiva dell’indagato. La decisione di tenere il ragazzo lontano dagli altri giovani, quindi in regime di segregazione, deriva proprio dal timore che possa reclutare altri minori. L’adolescente, come spiegato da ministro maltese Bedingfield ad Ansa, è “accusato di una vasta gamma di reati gravi, tra cui associazione a delinquere, partecipazione e coinvolgimento attivo in un’organizzazione criminale, reati relativi alla produzione, distribuzione e possesso di materiale pedopornografico, diffusione di false informazioni, minacce aggravate e intimidazione”.
La famiglia continua a stare vicino al giovane, temendo le condizioni in cui viene tenuto in carcere. I genitori e la difesa del ragazzo sostengono che il giovane sia stato adescato mentre giocava. All’ultima udienza che si è tenuta, ha partecipato anche l’ambasciatrice italiana a Malta Valentina Setta. Nel corso della seduta, gli investigatori hanno confermato la presenza di prove che dimostrano una connessione tra il ragazzo e il gruppo criminale, resta da vedere in che vesti. “Non è ancora chiaro: in certe udienze la polizia ha detto che il giovane ‘agiva in prima persona’ in altre hanno detto che ‘era vittima pure lui’. Ma oggi hanno precisato di aver trovato materiale che continua a rafforzare la posizione che è parte attiva del gruppo 764, come possibile reclutatore”, ha dichiarato l’avvocato difensore.
La minaccia della rete internazionale 764 è molto seria, e le autorità maltesi non intendono lasciare nulla di intentato. Il gruppo criminale, che prende il suo nome “764” dalla città di Stephenville (USA), dove viveva il suo fondatore, è un pericolo molto serio. Servendosi di piattaforme di gioco online, avvicina gli adolescenti, li induce a inviare immagini intime o altro materiale compromettente, poi li ricatta. A quel punto alla vittime può essere chiesto di tutto: compiere atti di autolesionismo, fare gesti pericolosi, fino ad arrivare addirittura al suicidio. Ci sarebbero legami con l’organizzazione neonazista Order of Nine Angles.
Per fare chiarezza, la giudice ha nominato un perito. Nei prossimi giorni verranno esaminati tutti i dispositivi elettronici del ragazzo. Si attendono inoltre le testimonianze di due compagni di scuola del 15enne, una ragazza serba e un ragazzo bulgaro. I due avrebbero saputo in anticipo del falso allarme bomba.
