In Germania sta finendo un’era: i tedeschi si preparano a celebrare il canto del cigno del McRibs, un panino iconico nato alla fine degli anni ‘80 che è diventato un caposaldo del fast-food tedesco. McDonald’s ha annunciato che dal prossimo 27 ottobre il panino scomparirà dai menù dei suoi ristoranti in Germania, dove verrà sostituito, per un periodo di tempo limitato da una versione in edizione speciale. Nato nel 1989 dal genio di René Arend come soluzione d’emergenza, perché serviva un’alternativa alle scorte di pollo per i McNuggets finite, il McRib era diventato una presenza fissa in Germania.
Si tratta di una finta costina di maiale senza ossa, che in realtà è carne macinata, immersa nella salsa barbecue e accompagnata da cipolle e cetriolini, spesso comparso anche sui profili social dei personaggi politici. La catena non ha fornito spiegazioni sulla sua scomparsa, però in Germania è quasi rivolta per la scomparsa di un panino che ha attraversato le generazioni, anche perché era l’unico rimasto in menù realizzato con carne di maiale. L’impressione diffusa in Germania anche McDonald’s stia cedendo il passo al graduale stravolgimento delle tradizioni culinarie europee per rincorrere l’omologazione.
In Germania la quota di consumatori di fede musulmana è in costante aumento e la presenza del maiale, ingrediente simbolo della cultura gastronomica occidentale ma del tutto vietato dalle prescrizioni halal, diventa un ostacolo alla vendita. Cancellare un panino storico, reso ancora più emblematico dalla nascita nell’anno della caduta del Muro di Berlino, pur di compiacere la componente islamica appare come l’ennesima resa del marketing di fronte al multiculturalismo, sacrificando i consumatori tradizionali in nome di una presunta inclusività. Non è chiaro se in futuro il McRib tornerà ogni tanto come offerta stagionale a tempo limitato, ricalcando il modello americano. “Non serve essere un profeta per smascherare la vigliacca strategia dietro la M dorata. In un’epoca in cui i grandi colossi si sottomettono in preda al panico allo zeitgeist moralizzante e alle nuove realtà demografiche, il maiale volgare nel menu è diventato solo un fastidio. Non si adatta né alla bolla lifestyle urbana che preferisce ingurgitare hamburger da laboratorio a prezzi esorbitanti, né a un target in costante crescita per cui la carne di maiale è un assoluto no-go. Il calcolo della dirigenza è semplice: soprattutto, non provocare nessuno; l’obbedienza anticipata è la nuova valuta. Chi però pensa di poter sacrificare i suoi clienti più fedeli per un’immagine sterile, priva di conflitti e adattata, non ha capito il mercato”, scrive Bernd Kaiser, giornalista, sui social.
