Meta chiude il terzo trimestre con ricavi migliori delle attese e previsioni solide sui nuovi modelli di intelligenza artificiale, dovendo fare i conti con una nuova grana legale da 25 miliardi di dollari, dopo l’onere da 18 miliardi che ha già avuto un impatto sui conti a causa della transazione con quasi tutti gli Stati Usa sugli effetti dei social.
Meta, ricavi in crescita del 26% e nuovi modelli di intelligenza artificiale
Il gruppo ha registrato un utile di 9,86 miliardi nel periodo luglio-settembre, inferiore di quasi il 50% rispetto alle stime, a causa di un onere di 9,9 miliardi legato all’accordo. L’utile per azione è di 3,83 dollari su ricavi per 64,60 miliardi (63,37 miliardi previsti), in rialzo annuo del 26%. Negli scambi after hours, in scia alle solide previsioni, i titoli Meta hanno guadagnato più del 6%.
“In questo trimestre abbiamo raggiunto traguardi fondamentali verso l’obiettivo di offrire una ‘super intelligenza personale’ a chiunque: tra questi, il lancio di Muse e Muse Wonder, i nostri primi modelli di frontiera”, ha commentato il numero uno del gruppo, Mark Zuckerberg.
Il successo iniziale di Muse, l’assistente personale basato sull’IA lanciato a settembre, ha contribuito a far chiudere a Meta il mese di settembre con la migliore performance a Wall Street dal 2022. Malgrado non sia stata la prima azienda a creare un assistente digitale capace di organizzare le e-mail o cercare offerte online, il suo ecosistema, includendo Facebook e Instagram, ha giocato un ruolo chiave nel rendere gli agenti basati sull’intelligenza artificiale accessibili al grande pubblico.
Allo stesso tempo, Meta e il suo capo dell’IA Alexandr Wang hanno continuato a rilasciare a ritmo serrato nuovi modelli di base e relativi aggiornamenti, tra cui Muse Wonder, presentato lunedì.
Nuova grana legale per Meta: multa da 25 miliardi di dollari per la privacy
Intanto, un giudice del New Mexico ha ordinato a Meta di pagare 25 miliardi di dollari per aver ingannato gli utenti sulle sue pratiche a tutela della privacy. Il New Mexico aveva fatto causa a Meta nel 2021 dopo lo scandalo di Cambridge Analytica, sostenendo che la società di Zuckerberg aveva ingannato gli utenti con le sue dichiarazioni sulla privacy.
Il mese scorso una giuria ha stabilito che Meta aveva commesso 43 milioni di violazioni delle leggi del New Mexico a tutela dei consumatori, prevedendo una sanzione di 5.000 dollari per ogni violazione.
