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Cronaca internazionale

Migranti, anche Portsmouth in rivolta: strade bloccate dopo lo sbarco di 140 persone

Centinaia di manifestanti tentano di impedire il trasferimento dei richiedenti asilo verso il centro di accoglienza. Tensione con la polizia, il governo condanna i disordini

Portsmouth

Portsmouth diventa il nuovo fronte della protesta anti-immigrazione britannica. Ieri sera centinaia di manifestanti sono scesi in strada dopo l’arrivo sulla costa di un’imbarcazione salpata diverse ore prima dalle coste della Normadia con circa 140 richiedenti asilo a bordo.

Secondo quanto riferisce il Guardian, è la prima volta che un’imbarcazione di queste dimensioni viene condotta a Portsmouth e anche del primo tentativo su larga scala di impedire fisicamente il trasferimento dei migranti verso un centro di accoglienza. Le autorità avevano predisposto un intervento imponente: sul posto sono stati inviati elicottero, aereo, scialuppe di salvataggio, Border Force, polizia e servizi di emergenza.

Una volta portati a terra, i 140 migranti avrebbero dovuto essere trasferiti in pullman a Manston, nel Kent, uno dei principali centri utilizzati per la gestione degli arrivi attraverso la Manica. Ma i manifestanti hanno bloccato per ore le strade intorno alla zona portuale, avvicinandosi ai mezzi destinati al trasporto dei richiedenti asilo e annunciando l’intenzione di restare sul posto per tutta la notte.

La situazione è rimasta tesa fino alle prime ore del mattino. Alcuni partecipanti, vestiti di nero e con il volto coperto, sarebbero riusciti anche a superare un cordone della polizia. Due auto degli agenti avrebbero riportato danni ai parabrezza. La manifestazione si è conclusa intorno alle tre, quando la polizia dell’Hampshire – munita di scudi e spray urticanti – ha disposto lo sgombero dell’area minacciando arresti per chi non avesse rispettato l’ordine di dispersione.

Il governo britannico ha condannato duramente quanto accaduto. “Condanniamo il comportamento intimidatorio e violento che stiamo vedendo”, ha dichiarato un portavoce dell’esecutivo: “Il diritto alla protesta pacifica è fondamentale per la nostra democrazia, ma non deve mai trasformarsi in disordini”.

Tra gli organizzatori comparsi sulla scena anche Daniel Thomas, conosciuto come Danny Tommo, ex guardia del corpo dell’attivista Tommy Robinson. Durante una diretta streaming avrebbe invitato i propri sostenitori a raggiungere Portsmouth. Thomas aveva già partecipato il giorno precedente alla protesta nel porto di Dover, dove centinaia di persone avevano bloccato alcune delle principali arterie di accesso al più importante scalo passeggeri britannico.

Il doppio episodio di Dover e Portsmouth riporta così al centro del dibattito politico britannico la gestione degli sbarchi nella Manica. Il ministero dell’Interno sostiene che gli attraversamenti con piccole imbarcazioni siano diminuiti di oltre il 40 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e rivendica oltre 48 mila tentativi di attraversamento impediti dall’inizio della legislatura. Ma le rotte utilizzate dai trafficanti starebbero cambiando, con partenze sempre più lontane e traversate ancora più rischiose. E mentre il governo rivendica i numeri, sulle coste inglesi cresce la tensione. Dopo Dover, anche Portsmouth si è trasformata per una notte nel simbolo di uno scontro sempre più acceso sull’immigrazione irregolare.

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