Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 18:03
Cronaca internazionale

La lotta contro l’apartheid, il Ruanda e le accuse a Israele di “genocidio”. Il Nobel per la pace a Navi Pillay: “Dividerò il premio con Trump”

La giurista sudafricana, 85 anni, è stata premiata per il suo impegno nella tutela dei diritti fondamentali e nel rafforzamento della giustizia internazionale. È stata Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani e giudice in importanti tribunali internazionali

epa13291096 (FILE) - UN High Commissioner for Human Rights, Navi Pillay, smiles prior to the opening of the 20th session of the Human Rights Council at the European headquarters of the United Nations in Geneva, Switzerland, 18 June 2012 (reissued 09 October 2026). South African jurist Navi Pillay, a human rights defender and former United Nations High Commissioner for Human Rights, was awarded the 2026 Nobel Peace Prize for 'her efforts to promote peace and international law'. EPA/SALVATORE DI NOLFI *** Local Caption *** 50393479

Navanethem “Navi” Pillay è la vincitrice del Nobel per la Pace 2026. Giurista sudafricana di origine tamil, nata a Durban il 23 settembre 1941, ha dedicato la propria carriera alla difesa dei diritti umani, alla lotta contro le discriminazioni e al rafforzamento della giustizia internazionale. L’annuncio è stato dato a Oslo dal presidente del Comitato norvegese per il Nobel, Jørgen Watne Frydnes. Nella motivazione ufficiale, il Comitato ha premiato Pillay “per il suo impegno nella promozione della pace e del diritto internazionale”. Il riconoscimento valorizza una carriera segnata dalla difesa dei principi giuridici universali, dalla lotta contro l’impunità per i crimini più gravi e dalla convinzione che il diritto internazionale debba essere uno strumento concreto di tutela delle persone. Nel corso della sua attività, Pillay ha contribuito allo sviluppo della giustizia penale internazionale e al riconoscimento delle responsabilità per le violazioni dei diritti fondamentali. Il Comitato ha sottolineato che “l’impegno di Navi Pillay verso i principi giuridici universali e la sua solida bussola morale sono stati costanti in una lunga carriera”. Un percorso che va dalla difesa di Nelson Mandela e degli oppositori dell’apartheid al lavoro come giudice in alcuni dei casi più importanti della giustizia internazionale. Pillay, si legge ancora nella motivazione, ha chiamato gli Stati e i leader nazionali a rispondere delle proprie azioni, portando speranza alle vittime di violenze e conflitti e ribadendo la responsabilità di individui e Stati nel rispetto dello Stato di diritto. Il presidente del Comitato norvegese per il Nobel, Jørgen Watne Frydnes, ha definito Pillay “una delle esperte legali più coraggiose e importanti del nostro tempo”. Inizialmente, il presidente non era riuscito a contattare la vincitrice per comunicarle la notizia. “Se vede un numero norvegese, per favore risponda”, ha detto. Il riconoscimento, ha spiegato, vuole essere anche un messaggio a chi attacca o indebolisce il sistema internazionale fondato sulle regole e sulle istituzioni. L’auspicio è che il premio contribuisca a rafforzare gli organismi internazionali e le persone impegnate nella difesa del diritto. La notizia è stata accolta positivamente anche dalle Nazioni Unite. “È una notizia straordinaria, abbiamo bisogno di maggiore dedizione e impegno per i diritti umani”, ha dichiarato a Ginevra Shabia Mantoo, portavoce dell’ufficio dell’ONU per i diritti umani, auspicando che il riconoscimento possa incoraggiare altre persone a promuovere e tutelare i diritti fondamentali in tutto il mondo.

La battaglia contro l’apartheid e la carriera internazionale

Cresciuta in Sudafrica durante il regime dell’apartheid, Pillay ha conosciuto direttamente le conseguenze della segregazione razziale. Nel 1967 è diventata la prima donna ad aprire uno studio legale nella provincia del Natal e si è impegnata nella difesa degli oppositori dell’apartheid, denunciando anche le torture e le violazioni dei diritti dei detenuti. Dopo la fine del regime segregazionista, la sua carriera è proseguita nelle istituzioni giudiziarie. Nel 1995 è stata nominata giudice dell’Alta corte sudafricana e, nello stesso anno, è entrata nel Tribunale penale internazionale per il Ruanda, di cui è stata presidente dal 1999 al 2003. In quel contesto si è occupata anche dei crimini di violenza sessuale durante i conflitti. Nel 2003 è diventata giudice della Corte penale internazionale. Dal 2008 al 2014 ha ricoperto l’incarico di Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, contribuendo alla promozione e alla tutela dei diritti fondamentali a livello globale. Successivamente ha assunto altri ruoli internazionali, tra cui la presidenza della Commissione internazionale indipendente d’inchiesta delle Nazioni Unite sul Territorio palestinese occupato.

La battuta su Trump e il precedente di María Corina Machado

A margine dell’annuncio, Pillay ha scherzato sul mancato riconoscimento a Donald Trump. “Se applaudite un po’ più forte, forse dividerò il premio con Trump”, ha detto la giurista. La reazione è stata ripresa da Agnès Callamard, segretaria generale di Amnesty International, durante un incontro a Norimberga e pubblicata su X. La battuta richiama quanto accaduto nel 2025, quando la leader dell’opposizione venezuelana María Corina Machado, vincitrice del Nobel per la Pace, consegnò la propria medaglia a Trump. Il gesto arrivò dopo l’intervento degli Stati Uniti che portò alla destituzione dell’allora presidente venezuelano Nicolás Maduro. La consegna ebbe valore simbolico: il Comitato per il Nobel ha infatti chiarito che il riconoscimento non può essere trasferito a un’altra persona.

Che cosa significa il Nobel per la Pace

La scelta di Navi Pillay richiama il ruolo della giustizia e delle istituzioni internazionali nella prevenzione dei conflitti, nella protezione delle vittime e nell’accertamento delle responsabilità. Il suo percorso mostra come la difesa dei diritti umani possa intrecciarsi con la costruzione di strumenti giuridici capaci di contrastare le discriminazioni e perseguire i responsabili di gravi violazioni. Il Nobel per la Pace viene assegnato ogni anno a persone o organizzazioni che si sono distinte per il contributo alla pace, alla cooperazione internazionale e alla tutela dei diritti. Istituito sulla base del testamento di Alfred Nobel, il premio è stato conferito per la prima volta nel 1901. Nel 2026 ricorre quindi il 125esimo anniversario della sua prima assegnazione. La cerimonia di consegna è prevista per il 10 dicembre a Oslo, nella data in cui si ricorda la morte di Alfred Nobel. La vincitrice riceverà la medaglia, il diploma e il premio in denaro, pari a 12 milioni di corone svedesi.

Commenti