Leggi il settimanale

La rana freccia dell'Ecuador, il vertebrato più velenoso al mondo

L'epibatidina, neurotossina che secondo cinque Paesi europei ha ucciso Alexei Navalny in una colonia penale in Siberia, è sintetizzata dalla famiglia dei dendrobatidi

La rana freccia dell'Ecuador, il vertebrato più velenoso al mondo
00:00 00:00

L'epibatidina, neurotossina che secondo cinque Paesi europei ha ucciso Alexei Navalny in una colonia penale in Siberia, è sintetizzata dalla famiglia dei dendrobatidi, note come rane freccia, originarie del Sud America. Questi anfibi si distinguono per essere i vertebrati più velenosi conosciuti, più di qualsiasi specie di serpente. Il siero letale si trova sulla pelle e ricopre il corpo come una sottile pellicola di liquido, che conferisce un aspetto brillante ai colori già vivaci. Le comunità indigene dell'Ecuador raccolgono il veleno e lo utilizzano per la caccia. L'epibatidina agisce infatti sul sistema nervoso, provocando paralisi muscolare e arresto respiratorio, con effetto mortale. A caratterizzare la rana freccia sono le piccole dimensioni - si parla di pochi centimetri - e i colori intensi, dal rosso all'arancione, al giallo fino a un blu elettrico che le rende difficile nascondersi o mimetizzarsi. D'altra parte - spiegano gli scienziati - le tossine non sono di sintesi propria, ma vengono acquisite col consumo di insetti che contengono alcaloidi tossici.

Un recente studio, condotto dalla ricercatrice Aurora Álvarez-Buylla dell'Università di Stanford e dal suo staff, ha scoperto un sofisticato meccanismo che permette alle rane freccia di gestire gli alcaloidi tossici senza restarne vittime.

Si tratta di specifiche proteine che fanno da antidoto naturale e si trovano disciolte nel plasma sanguigno: sono le serpine, un'ampia classe di sostanze che funzionano principalmente come inibitori delle proteasi seriniche, enzimi coinvolti in vari processi fisiologici, tra cui la coagulazione del sangue, la risposta immunitaria e l'infiammazione.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica