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Cronaca internazionale

Sistemi di controllo in tilt. Caos voli nel Regno Unito

Dieci scali coinvolti, 1.100 tratte cancellate, oltre 170mila passeggeri a terra. “Guasto nelle apparecchiature di monitoraggio”. La polizia esclude la pista hacker

TOPSHOT - Cancelled flights are pictured on an electronic check-in display board at Terminal 3 of London Heathrow airport, west of London on September 8, 2026, following major disruption due an issue affecting the NATS air traffic control systems. Flights to and from the UK were cancelled on on September 8, due to a "technical issue" affecting UK's National Air Traffic Services (NATS), which says it is working to resolve the situation. (Photo by Henry NICHOLLS / AFP)

Più di 1.100 voli cancellati, file chilometriche negli aeroporti, almeno 170 mila passeggeri lasciati a terra senza informazioni. Giornata da dimenticare ieri per il trasporto aereo nel Regno Unito. Un grave problema al sistema del controllo del traffico aereo ha creato enormi disagi negli aeroporti di Heathrow, Gatwick, Manchester e Birmingham. Più di trecento voli da e per Heathrow hanno inoltre subito pesanti ritardi e lo stesso è accaduto per 285 voli diretti o partiti da Gatwick. Nel primo pomeriggio Nats, che gestisce il sistema, si è scusato per i disagi creati ed ha annunciato di aver risolto il problema spiegando di stare facendo il possibile per riportare tutto alla normalità. Nel frattempo, per i passeggeri in attesa da ore negli aeroporti sovraccarichi è stata una giornata da incubo. Abbandonati di fronte al tabellone dei voli, senza che nessuno desse loro spiegazioni per ore, non capivano che cosa stesse succedendo. Di questi tempi poi, in molti temevano che si trattasse dell’ennesimo attacco hacker, ipotesi che poi è stata decisamente smentita dalle autorità aeroportuali. Un passeggero che doveva imbarcarsi a Bristol su un volo diretto a Heathrow aveva già passato i controlli di sicurezza prima di apprendere che il volo era stato cancellato. I social media sono stati invasi dalle proteste dei passeggeri rimasti a terra che lamentavano «zero comunicazioni e di personale in grado di fornire spiegazioni». In serata la compagnia low cost Ryanair ha rivelato che ben 65mila dei suoi passeggeri sono partiti con 8 ore di ritardo ed ha chiesto le dimissioni del capo di Nats, Martin Rolfe. «Quanti altri disagi devono subire i passeggeri prima che il signor Rolfe, direttore strapagato di Nats, si assuma la responsabilità per la sua gestione fallimentare e presenti le sue dimissioni? - ha dichiarato il direttore tecnico di Ryanair Neal McMahon - A tre anni dal catastrofico collasso del 2023, è chiaro che nulla è cambiato con i nostri passeggeri costretti a subire ritardi e cancellazioni che sarebbero stati evitabili. La parte più sconvolgente è che Nats continua a far pagare ogni anno di più alle compagnie e ai passeggeri un servizio che è sempre peggiore. Il governo e Nats devono smettere di cercare alibi - ha concluso McMahon - per i ripetuti fallimenti e nominare un nuovo leader in grado di gestire meglio il sistema». In serata il problema sembrava risolto, ma ulteriori disagi per recuperare i ritardi e i voli cancellati permarranno probabilmente anche nella giornata odierna.

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