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Trump: "Dazi al 25% a chiunque commerci con l'Iran". Foto choc, file di corpi nei sacchi neri: "Almeno 648 morti". E Khamenei minaccia gli Usa

Centinaia di morti, almeno diecimila manifestanti incarcerati. Il procuratore generale iraniano: "Chiunque protesta è un nemico di Dio". Il Parlamento europeo vieta l'ingresso ai diplomatici iraniani

Trump: "Dazi al 25% a chiunque commerci con l'Iran". Foto choc, file di corpi nei sacchi neri: "Almeno 648 morti". E Khamenei minaccia gli Usa
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"L'Iran vuole negoziare, penso siano stanchi di essere maltrattati dagli Stati Uniti". Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump parlando con i giornalisti a bordo dell'Air Force One.

Ha aggiunto che la sua amministrazione è in trattativa per organizzare un incontro con Teheran e che "l'esercito sta valutando alcune opzioni molto forti" nei confronti dell'Iran. Faremo una scelta - ha proseguito -. Stiamo valutando la situazione molto seriamente".

Trump: "Dazi Usa del 25% a chiunque commerci con l'Iran"

"Con effetto immediato, qualsiasi Paese che intrattenga rapporti commerciali con la Repubblica Islamica dell'Iran dovrà pagare una tariffa del 25% su tutte le transazioni commerciali effettuate con gli Stati Uniti d'America. Questo ordine è definitivo e vincolante": lo annuncia Donald Trump su Truth.

Media, alcuni iraniani usano ancora l'internet satellitare Starlink

Alcuni iraniani continuano a usare il servizio Internet satellitare Starlink di Elon Musk nonostante il blackout delle comunicazioni a livello nazionale. Lo hanno affermato tre persone all'interno del Paese, scrive la Reuters sul suo sito precisando che Starlink viene utilizzato per contrastare le interruzioni di Internet nei punti critici del Paese. Negli ultimi giorni le autorità iraniane hanno avviato una violenta repressione delle proteste in tutto il Paese, compresa la quasi totale interruzione del servizio Internet, fornito tramite cavi in ;;fibra ottica e torri per la telefonia mobile. Ma Starlink, che trasmette il suo servizio direttamente da migliaia di satelliti in orbita terrestre bassa, funziona ancora in alcune zone dell'Iran, nonostante il divieto imposto dalle autorità locali, hanno dichiarato a Reuters tre persone che lo utilizzano nel Paese. Una di loro, nell'Iran occidentale, ha affermato di conoscere decine di persone che utilizzano Starlink e che gli utenti nelle città di confine non sono stati in gran parte interessati dal problema.

La Francia richiama il personale diplomatico non essenziale dall'Iran

Il personale diplomatico non essenziale dell'ambasciata di Francia a Teheran ha lasciato il territorio dell'Iran a causa della situazione nel Paese: è quanto riferiscono fonti ben informate citate dalla stampa francese. I dipendenti non essenziali dell'ambasciata francese a Teheran hanno lasciato il territorio iraniano a bordo di due voli commerciali tra ieri e oggi, precisano le fonti, senza fornire dettagli su quanti fossero. Normalmente, l'ambasciata di Francia a Teheran conta una trentina di expat, a cui si aggiungono alcune decine di impiegati con contratto locale.

Vance e altri stanno spingendo Trump a scegliere via diplomatica con l'Iran

Alcuni alti funzionari dell'amministrazione americana, guidati dal vice presidente JD Vance, stanno esortando Donald Trump a tentare la via diplomatica con l'Iran. Lo riferiscono fonti informate al Wall Street Journal. La Casa Bianca, in particolare, starebbe valutando un'offerta iraniana dell'ultimo minuto per avviare negoziati sul contenimento del suo programma nucleare, per evitare gli attacchi americani.

Casa Bianca: Trump valuta tutte le ipotesi sull'Iran, anche i raid

Sull'Iran Donald Trump "valuta sempre aperte tutte le opzioni e gli attacchi aerei sono una delle tante, moltissime opzioni a disposizione del 'commander-in-chief'". Lo ha ribadito la portavoce della Casa Bianca parlando con i giornalisti. La diplomazia è sempre la prima opzione per il presidente. Ma ha dimostrato di non avere timore di ricorrere a opzioni militari qualora lo ritenga necessario e nessuno lo sa meglio dell'Iran", ha aggiunto Leavitt.

Araghchi: "Valutiamo proposte Usa ma se serve pronti alla guerra"

"Alcune proposte sono state discusse con Washington e sono attualmente allo studio da parte nostra". Lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, in un'intervista ad Al Jazeera Arabic. "Le idee e le minacce proposte da Washington contro il nostro Paese sono incompatibili", ha affermato. Araghchi ha detto che l'Iran è pronto a impegnarsi in colloqui sul nucleare con gli Stati Uniti, "a patto che ciò avvenga senza minacce o diktat". "Non crediamo che Washington sia pronta per negoziati equi e giusti, e quando lo sarà, prenderemo seriamente in considerazione la questione", ha aggiunto. "Se Washington vuole testare l'opzione militare già sperimentata in passato, siamo pronti", ha proseguito, riferendosi ai bombardamenti effettuati su tre siti nucleari in Iran durante l'estate. "Abbiamo una preparazione militare più ampia e più completa rispetto a quella che avevamo durante l'ultima guerra."Siamo preparati a tutte le opzioni e speriamo che Washington scelga l'opzione saggia", ha detto.

: Khamenei: "Manifestazioni odierne avvertimento per politici Usa"

"Oggi avete compiuto un grande atto e creato una giornata storica. Questi raduni massicci, pieni di determinazione, hanno sventato i piani dei nemici stranieri che dovevano essere attuati dai loro mercenari locali". Lo ha dichiarato in un messaggio la Guida Suprema dell'Iran, l'ayatollah Ali Khamenei, in merito alle manifestazioni filogovernative che si sono svolte oggi nel Paese. "La grande nazione iraniana ha messo in mostra se stessa, insieme alla sua determinazione e identità, di fronte ai suoi nemici. Questo è stato un avvertimento per i politici statunitensi di mettere fine al loro inganno e di smettere di fare affidamento su traditori mercenari", ha detto. Khamenei ha concluso definendo la nazione iraniana "forte e potente, consapevole e in grado di identificare i suoi nemici, e sempre presente sulla scena".

Macron: "Condanno violenza di Stato indiscriminata contro manifestanti"

"Condanno la violenza di Stato che colpisce indiscriminatamente donne e uomini iraniani che chiedono coraggiosamente il rispetto dei loro diritti. Il rispetto delle libertà fondamentali è un requisito universale e noi siamo al fianco di coloro che le difendono". Lo ha scritto su X il presidente francese Emmanuel Macron.

Mosca condanna "i tentativi di ingerenza in Iran"

Mosca condanna quelle che definisce i "tentativi di ingerenza negli affari interni dell'Iran". Lo ha detto il segretario del Consiglio di sicurezza nazionale russo, Serghei Shoigu, in una conversazione telefonica con il suo omologo iraniano, Ali Larijani, con il quale ha parlato le proteste che scuotono la Repubblica islamica.

Media: per Teheran 10 persone tra gli arrestati sono terroristi

L'Iran afferma che 10 persone sono state arrestate per omicidio e violenza a Teheran e che sono "terroristi". Lo scrive Tasnim, riportata da Al Jazeera. L'agenzia di stampa semiufficiale iraniana, citando il ministero dell'Intelligence iraniano, afferma che i 10 fanno parte di una squadra entrata a Teheran da una provincia di confine e responsabile dell'uccisione di due membri dei Basij, la forza paramilitare volontaria del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, in piazza Heravi della capitale il 7 gennaio. Il Ministero dell'Intelligence afferma che le persone arrestate "hanno rilasciato importanti confessioni sull'incendio di moschee, banche e proprietà private". La posizione del governo iraniano è che gran parte della violenza verificatasi durante le proteste, comprese le uccisioni dei membri delle forze di sicurezza, sia stata perpetrata da "terroristi" aiutati da attori esterni.

Ong: almeno 648 morti nelle proteste in Iran

Almeno 648 manifestati sono rimasti uccisi durante le proteste anti governative iniziate 16 giorni fa in Iran. Lo riporta l'organizzazione non governativa con sede in Norvegia 'Iran Human Rights', aggiornando il bilancio che ha tenuto dall'inizio delle proteste, scoppiate il 28 dicembre in varie città del Paese per la crisi economica. Secondo la Ong, tra le vittime ci sono nove minorenni mentre i feriti sono migliaia. In un comunicato sul suo sito, 'Iran Human Rights' stima che gli arrestati sarebbero più di 10mila ma il blocco quasi totale di internet in vigore dall'8 gennaio rende complicato avere dati più precisi.

Ex capo degli 007 Gb avverte: "Capacità di repressione in Iran resta forte"

Il governo iraniano è stato "indebolito" dalle proteste delle ultime due settimane, ma resta ancora in grado di reprimere il dissenso con "crudeltà". Lo sostiene Richard Moore, capo dei servizi segreti esteri britannici dell'MI6 fino all'anno scorso, interpellato al riguardo dal Mirror online. Secondo Moore, "è significativo" il fatto che il movimento di protesta abbia ormai "un'estensione geografica" vasta in Iran e sia presente "in ogni parte di Teheran", a fronte di "un regime" che gli appare "più debole rispetto al passato, a causa di un'accentuazione della sua incompetenza". La contestazione, afferma l'ex numero uno degli 007 di Sua Maestà, "è stata alimentata inizialmente da fattori economici", oltre che dalla stanchezza per "i cosiddetti 12 mesi di guerra" segnati dai raid condotti da Israele e poi anche dagli Usa in Iran nel giugno scorso. Moore si dice quindi convinto che la Repubblica Islamica abbia perduto "peso a livello internazionale" e stia "perdendo alleati nella regione". Avverte che "tuttavia il suo potenziale di repressione e di crudeltà non è esaurito". E prevede che "sarà usato fino in fondo per tentare di schiacciare" la ribellione.

Araghchi ha contattato nel fine settimana Witkoff

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha contattato l'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff nel fine settimana, in seguito alle minacce di un'azione militare da parte del presidente Donald Trump in risposta alle proteste in Iran: lo scrive Axios, citando due fonti a conoscenza della questione. Secondo le fonti, l'iniziativa sembrava un tentativo da parte di Teheran di allentare le tensioni con Washington o di prendere tempo prima di qualsiasi azione da parte degli Stati Uniti. Una fonte ha affermato che Araghchi e Witkoff hanno discusso la possibilità di tenere un incontro nei prossimi giorni.

Teheran convoca ambasciatori Italia, Gb, Francia e Germania

Gli ambasciatori di Italia, Regno Unito, Francia e Germania sono stati convocati oggi al Ministero degli Affari Esteri iraniano per visionare le riprese di quella che le autorità di Teheran hanno descritto come "violenze da parte dei rivoltosi". Lo riporta la Bbc. I Paesi sono tra quelli che hanno pubblicamente espresso il loro sostegno alle manifestazioni in Iran. Secondo la televisione di Stato iraniana, il ministero degli Esteri ha mostrato immagini delle proteste di piazza e ha sostenuto che i disordini erano andati oltre la semplice dimostrazione pacifica. I funzionari iraniani hanno inoltre accusato gli Stati Uniti e Israele di fomentare l'instabilità nel Paese e hanno definito i manifestanti "vandali". Secondo quanto riportato dai media statali, il ministero degli Esteri ha comunicato agli ambasciatori che qualsiasi sostegno politico o mediatico alle proteste era inaccettabile e equivaleva a un'ingerenza negli affari interni dell'Iran.

Il Parlamento europeo vieta l'ingresso ai diplomatici iraniani

Il Parlamento europeo vieta l'accesso ai suoi locali a tutti i diplomatici e rappresentanti iraniani. Lo ha annunciato la presidente Roberta Metsola. "Non si può andare avanti come se nulla fosse accaduto. Mentre il coraggioso popolo iraniano continua a difendere i propri diritti e la propria libertà, oggi ho preso la decisione di vietare l'accesso a tutto il personale diplomatico e a qualsiasi altro rappresentante della Repubblica islamica dell'Iran da tutti i locali dell'Europarlamento", ha scritto su X. "Questa assemblea non contribuirà a legittimare un regime che si è sostenuto attraverso torture, repressione e omicidi", ha aggiunto.

Ue. spetta al popolo iraniano scegliere i propri leader

"Spetta al popolo iraniano scegliere i suoi rappresentanti", afferma il portavoce della Commissione europea per gli Affari esteri, Anouar El Anouni, nel briefing quotidiano con la stampa, precisando che "il cambio di regime non rientra nelle politiche dell'Ue". Quanto alla possibilità di appoggiare un intervento militare Usa? "non commentiamo scenari ipotetici", aggiunge il portavoce.

Ucciso ex campione di culturismo

Mehdi Zatparvar, ex campione del mondo di culturismo e allenatore, è uno dei manifestanti uccisi nelle proteste. È morto venerdì durante le proteste nella città di Rasht, nella provincia di Gilan, nell'Iran nordoccidentale. Nel suo ultimo post su Instagram aveva scritto: "Vogliamo solo i nostri diritti, la voce che è stata soffocata per quarant'anni deve essere gridata". Il suo account Instagram è stato chiuso nell'ambito del blackout di Internet e dei social del regime. L'atleta, trentanovenne, è stato due volte campione del mondo di bodybuilding classico, secondo la Federazione Internazionale di Fitness e Bodybuilding. 

La tv iraniana mostra i dimostranti a favore del regime

La tv di Stato iraniana ha trasmesso immagini di manifestazioni a cui hanno partecipato centinaia di persone a favore della Repubblica islamica in varie città del Paese. La versione in lingua inglese della tv di Stato iraniana, Press TV, ha pubblicato sul proprio account X immagini in diretta dove si sono viste centinaia di persone sfilare con la bandiera della Repubblica islamica in città come Zahedan, Rasht, Ilam, Arak e nella provincia settentrionale dell'Azerbaigian.

Cina: sempre contrari a interferenze di altri Paesi

"Ci siamo sempre opposti all'ingerenza negli affari interni di altri Paesi e abbiamo sempre sostenuto che la sovranità e la sicurezza di tutti i Paesi dovrebbero ricevere piena protezione ai sensi del diritto internazionale. Ci opponiamo all'uso della forza o alla minaccia di ricorrere alla forza nelle relazioni internazionali. Chiediamo a tutte le parti di compiere ulteriori azioni che favoriscano la pace e la stabilità in Medioriente". Lo ha dichiarato una portavoce del ministero degli Esteri cinese, Mao Ning, rispondendo a una domanda a proposito delle proteste in Iran e delle minacce di un intervento del presidente Usa Donald Trump. Lo riporta il Global Times. "La Cina spera che il governo e il popolo iraniani possano superare le attuali difficoltà e mantenere la stabilità nazionale", ha aggiunto la portavoce.

Kallas (Ue) pronta a proporre nuove sanzioni contro regime di Teheran

L'Alta Rappresentante Ue per la Politica estera Kaja Kallas si sta preparando a proporre nuove sanzioni contro l'Iran a seguito della repressione governativa che, secondo quanto riferito, ha causato centinaia di vittime da quando sono scoppiate le proteste, quasi due settimane fa. "L'Ue ha già in vigore sanzioni radicali contro l'Iran – contro i responsabili di violazioni dei diritti umani, attività di proliferazione nucleare e il sostegno di Teheran alla guerra russa in Ucraina – e sono pronta a proporre ulteriori sanzioni in risposta alla brutale repressione dei manifestanti da parte del regime", ha dichiarato Kallas a Politico.

Teheran: situazione sotto controllo, presto tornerà Internet

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi sostiene che le proteste a livello nazionale "sono diventate violente e sanguinose per fornire una scusa" a Trump per intervenire. Lo scrive Al-Jazeera. Nel corso di un incontro con i diplomatici stranieri ha detto che la violenza è aumentata nel fine settimana, ma che "la situazione è ora sotto controllo totale". Ha poi aggiunto che Internet verrà presto ripristinata in Iran.

"L'esercito spara sulla folla"

Una fonte ha riferito alla Bbc che a Teheran l’esercito spara direttamente contro la folla: "È come una zona di guerra, le strade sono piene di sangue. Stanno portando via i cadaveri sui camion". Il procuratore generale iraniano fa sapere che chiunque protesti è considerato un "nemico di Dio" e l’esercito iraniano ha aggiunto di essere pronto ad agire contro i manifestanti per "sventare i piani del nemico".

Domenica di sangue

Sono andate avanti tutta la giornata di domenica le proteste contro il regime. Durissima la repressione del governo, si parla di almeno 544 morti ma il timore è che siano molti di più. L’agenzia di stampa iraniana Human Rights Activists News Agency (HRANA), che ha sede all’estero, afferma che nelle ultime due settimane sarebbero state arrestate più di 10mila persone. La rete internet è bloccata, video e foto che ci arrivano è grazie ai manifestanti che riescono, grazie anche al sistema satellitare Star Link, a far arrivare delle testimonianze superando il blocco. Dai video si vede chiaramente che le proteste sono molto vaste, sia a Teheran che in altre zone del Paese.

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