Camice bianco, stetoscopio al collo e un'improbabile cura contro l'avversione nei suoi confronti. Donald Trump torna a utilizzare l'intelligenza artificiale per colpire i suoi critici e questa volta si trasforma in un medico pronto a guarire alcune delle più famose star di Hollywood dalla cosiddetta "Trump Derangement Syndrome", la "sindrome da delirio anti-Trump". Il presidente degli Stati Uniti ha pubblicato sui suoi social un video generato con l'AI nel quale compaiono versioni deepfake di Robert De Niro, Julia Roberts, Whoopi Goldberg, Rosie O'Donnell, Edward Norton e John Leguizamo. Tutti personaggi che, nella realtà, hanno espresso in più occasioni giudizi durissimi nei suoi confronti. Nel filmato, però, la situazione viene completamente ribaltata, le celebrità diventano "pazienti" di un fantomatico "Dottor Trump" e raccontano davanti alla telecamera di essere finalmente sulla strada della guarigione.
Trump in camice bianco: "Ho un piano di cura"
Il video, della durata di circa un minuto e mezzo, si apre come la pubblicità di un farmaco o di una terapia medica. "Voi o qualcuno che conoscete avete ricevuto una diagnosi di TDS? I sintomi possono essere implacabili", chiede la versione di Trump creata con l'intelligenza artificiale. Poi arriva la soluzione.”Fortunatamente sono il Dottor Trump e ho un piano di cura. Sentiamo che cosa hanno da dire alcuni dei miei pazienti". A quel punto iniziano a comparire le versioni artificiali delle star scelte come bersaglio della satira. Il filmato è stato pubblicato il 2 luglio e ha rapidamente attirato l'attenzione sui social, avvicinandosi al milione di visualizzazioni su X.
De Niro "guarito": "Non riuscivo a mangiare né a dormire"
Tra i protagonisti del video c'è Robert De Niro, uno dei più noti e accaniti critici del presidente americano. La sua versione deepfake descrive la presunta malattia come una condizione capace di rovinargli completamente la vita. "Non riuscivo a mangiare, non riuscivo a dormire, ero costantemente arrabbiato", dice il falso De Niro. "Rendevo infelici tutti quelli che mi stavano intorno". Nella realtà, l'attore non ha mai nascosto la propria ostilità nei confronti di Trump. Nel corso degli anni lo ha attaccato ripetutamente, arrivando a definirlo una "minaccia esistenziale per le nostre libertà e la nostra sicurezza". Di recente, durante il concerto di protesta "Rise Up, Sing Out" alla Town Hall di New York, De Niro aveva nuovamente criticato la politica americana. "Il nostro Paese in questo momento non è così facile da amare", aveva dichiarato. "Odio dirlo, ma amare il nostro Paese sta iniziando a sembrare come una persona maltrattata che dice di amare chi la maltratta". L'attore aveva poi attaccato le guerre definite "stupide e disumane", accusando gli Stati Uniti di aver provocato la morte di migliaia di innocenti e la sofferenza di milioni di persone.
Whoopi Goldberg: "Pensavo di essere un caso disperato"
Un'altra delle "pazienti" del Dottor Trump è Whoopi Goldberg. Anche in questo caso non si tratta naturalmente della vera attrice e conduttrice, ma di una sua versione generata artificialmente. "Pensavo davvero di essere un caso disperato e che questa cosa avrebbe condizionato il resto della mia vita", afferma la falsa Goldberg. "Ma dopo aver seguito il piano di cura, riesco a vedere la differenza". Whoopi Goldberg è da anni una delle voci più critiche nei confronti di Trump. Nel 2024 aveva sostenuto che il tycoon volesse diventare un "dittatore a vita", utilizzando anche il programma "The View" per contestare le sue posizioni e le sue scelte politiche.
Julia Roberts: "Mi sembra di essere invecchiata di vent'anni"
Nel filmato compare anche una versione artificiale di Julia Roberts. L'attrice deepfake racconta di sentirsi profondamente cambiata a causa della presunta sindrome. "Mi sembra di essere invecchiata di vent'anni negli ultimi due anni", dice, aggiungendo di aver iniziato a preoccuparsi per il proprio futuro. Anche Julia Roberts, nella realtà, si è schierata politicamente contro Trump. Durante la campagna per le elezioni presidenziali del 2024 aveva prestato la propria voce a un video di Vote Common Good, nel quale si ricordava alle donne che il voto è una scelta personale, indipendentemente dalle decisioni del marito o di altri familiari. Nel filmato una donna veniva mostrata mentre votava per l'allora vicepresidente Kamala Harris.
Rosie O'Donnell e la faida con Trump
Non poteva mancare Rosie O'Donnell, protagonista di uno degli scontri pubblici più lunghi e accesi con Donald Trump. La loro faida risale al 2006, quando O'Donnell era una delle conduttrici di "The View", ed è proseguita per quasi vent'anni tra attacchi, insulti e dichiarazioni pubbliche. Nel video pubblicato da Trump, la versione AI dell'attrice sostiene di essere malata da moltissimo tempo. "Soffro da oltre un decennio e, dopo aver ascoltato il Dottor Trump, comincio a vedere qualche risultato", afferma. Nella realtà O'Donnell ha indicato la rielezione di Trump tra i motivi che l'hanno spinta a trasferirsi in Irlanda. Il presidente, dal canto suo, ha minacciato di revocarle la cittadinanza americana e la sua amministrazione l'ha definita una "minaccia per l'umanità".
Nel mirino anche John Leguizamo ed Edward Norton
Il video prende di mira anche John Leguizamo ed Edward Norton, entrambi noti per le loro posizioni critiche nei confronti del presidente. "Amico, soffro da anni. Non credevo che esistesse un aiuto", dice la versione artificiale di Leguizamo. L'attore ha attaccato più volte Trump, le sue politiche e l'operato dell'Immigration and Customs Enforcement, l'agenzia federale americana che si occupa di immigrazione e controlli alle frontiere. Il "Dottor Trump", nel filmato, ammette che la situazione dei suoi pazienti sembrava inizialmente quasi senza speranza. "Erano arrivati a un punto tale che non ero sicuro di poterli aiutare", afferma.
La "cura" del Dottor Trump: fake news, preghiere e Diet Coke
Soltanto alla fine del video viene svelata la terapia proposta dal presidente. Niente farmaci e nessun vero trattamento medico. "La cura è semplice", spiega il falso Trump. "Spegnete le fake news, dite le vostre preghiere e, se mai vi sentite ansiosi, bevete semplicemente una Diet Coke come me. Vedrete una differenza notevole nella vostra vita". Il riferimento alla bevanda non è casuale. La passione di Trump per la Diet Coke è nota da anni ed è diventata uno degli elementi ricorrenti nella narrazione pubblica costruita attorno alla sua figura. Il video utilizza così l'intelligenza artificiale per mescolare satira politica, provocazione e autopromozione, trasformando gli avversari del presidente in persone che avrebbero bisogno di essere "curate".
Che cos'è la "Trump Derangement Syndrome"
L'espressione "Trump Derangement Syndrome", spesso abbreviata in TDS, viene utilizzata da anni da Trump e dai suoi sostenitori per descrivere chi, secondo loro, sarebbe così ossessionato dal presidente da non riuscire più a giudicarlo razionalmente. In italiano può essere resa come "sindrome da delirio anti-Trump" o, in maniera meno letterale, "sindrome anti-Trump". Non si tratta naturalmente di una vera patologia medica. L'espressione viene usata in chiave politica e polemica per screditare gli avversari e presentare le loro critiche come il risultato di un'ostilità irrazionale. Durante la campagna presidenziale del 2024, lo staff di Trump accusò persino l'allora presidente Joe Biden di soffrire di TDS dopo che Biden aveva paragonato la retorica del tycoon alla propaganda nazista. Trump ha più volte giocato sull'ambiguità, arrivando a sostenere nello Studio Ovale di aver sentito dire che si tratterebbe "davvero di una malattia".
L'espressione nata ai tempi di George W. Bush
La formula utilizzata da Trump non è completamente nuova. Deriva dalla "Bush Derangement Syndrome", espressione coniata nel 2003 dal commentatore conservatore Charles Krauthammer. Krauthammer la descrisse come "l'insorgenza acuta di paranoia in persone altrimenti normali in reazione alle politiche, alla presidenza e persino alla semplice esistenza di George W. Bush". Prima della sua morte, avvenuta nel 2018, lo stesso commentatore aveva spiegato come l'espressione si fosse evoluta nell'era Trump. Secondo Krauthammer, il problema non era soltanto l'isteria generale nei confronti di una figura politica, ma anche "l'incapacità di distinguere tra legittime divergenze politiche e segni di patologia psichica".
Le polemiche sull'uso dei deep fake
In questo caso le celebrità vengono inserite in una scenetta chiaramente satirica, ma gli esperti avvertono che la diffusione sempre più massiccia di filmati artificiali può creare conseguenze difficili da prevedere. L'esperto di AI e deepfake Henry Ajder ha sottolineato che l'uso dell'immagine di una persona famosa non è necessariamente pericoloso in ogni singolo caso, ma può alterare nel tempo il modo in cui il pubblico percepisce figure reali e la loro storia. "In futuro sarà più difficile stabilire se qualcosa è realmente accaduto oppure no?", si è chiesto. "Anche quando i video non sono realizzati con intenzioni dannose, possono comunque inquinare lo spazio dell'informazione".
— Donald J. Trump (@realDonaldTrump) July 2, 2026
Il rischio di confondere realtà e finzione
Il problema, secondo gli esperti, non riguarda soltanto il singolo video. Il consulente per i social media Matt Navarra ha osservato che la quantità crescente di contenuti artificiali potrebbe creare una dinamica dannosa e "distorcere la memoria culturale". Il rischio riguarda soprattutto i più giovani, che scorrono nello stesso feed filmati autentici e contenuti completamente inventati. "Il pubblico più giovane, in particolare, può imbattersi in immagini d'archivio autentiche e filmati falsi esattamente negli stessi feed verticali", ha spiegato Navarra. Un singolo video scherzoso, secondo l'esperto, difficilmente può riscrivere la storia. Migliaia di contenuti sintetici, però, possono lentamente rendere più confuso il confine tra ciò che è realmente accaduto e ciò che è stato creato da un algoritmo.
Ed è proprio su questo terreno che si muove il nuovo video di Donald Trump: una provocazione politica costruita con l'intelligenza artificiale, nella quale i suoi critici più famosi vengono trasformati in pazienti e lui, ancora una volta, si assegna il ruolo di unico uomo capace di salvarli.