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Cronaca locale

Avanzano i lavori. Ospedale no stop: crescono ricoveri, visite ed esami

Le degenze aumentate del 19% e prestazioni ambulatoriali dell’1,23% grazie anche al personale assunto

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Sarà pronto per fine ottobre il nuovo ospedale Policlinico, che prevede la realizzazione del Padiglione Sforza e la progressiva riqualificazione dei vecchi edifici. «In questi giorni si sta procedendo allo smontaggio del bypass, una deviazione di tutti i sottoservizi fatta per lasciare spazio alle fondamenta del nuovo padiglione. La caratteristica del cantiere per il Nuovo Policlinico - racconta il presidente della Fondazione Cà Granda Policlinico Marco Giachetti, che ha seguito passo passo i lavori - è stata quella di andare avanti negli anni, senza interrompere nemmeno un giorno l’attività ospedaliera». Anzi, nei primi 6 mesi del 2026 si registra addirittura un aumento dell’1,23% del volume dei ricoveri e del 19% nelle prestazioni ambulatoriali rispetto al 2025.

Il settore A (degenza pazienti adulti) del Padiglione Sforza, è stato inaugurato ad aprile, ospita circa 400 posti letto e specialità come Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale, Medicina, Oncologia, Malattie Infettive, Gastroenterologia e Patologia della gravidanza e la Dialisi, con una nuova area attiva 24 ore su 24 per pazienti adulti e pediatrici. Il settore B, che si affaccia sul grande giardino pensile, è l’area dedicata alla salute della donna, del neonato e del bambino, e comprende reparti pediatrici, neonatologia e ostetricia e gli spazi dedicati al Pronto Soccorso Pediatrico e al Pronto Soccorso Ostetrico, è praticamente finito. Sarà «arredato» da settembre, mentre sono in via di ultimazione le sale operatorie. Il Giardino pensile vedrà la piantumazione degli alberi tra ottobre e novembre, mentre le piantine e le erbe officinali sono già state messe a dimora.

Tra dicembre e gennaio verranno traslocati arredi, macchinari e tutto quello che serve, da settembre verranno attivate le dialisi. Da gennaio mentre i ricoverati rimarranno nei padiglioni esistenti fino alle dimissioni, i pazienti nuovi verranno ricoverati nel Padiglione Sforza, in modo da rendere soft il passaggio dalla vecchia alla nuova struttura. «Durante il cantiere la modifica più importante apportata al progetto è stata la decisione di collocare la logistica al posto del parcheggio sotterraneo - spiega Giachetti - tutto il materiale necessario, che ora è in deposito a San Giuliano, verrà conservato nella pancia del nuovo corpo centrale ottimizzando l’organizzazione interna, tempi e costi. Il parcheggio sarà ricavato sotto il padiglione Croff per un totale di 600 posti».

«Rispetto a un progetto che risale a qualche anno fa sono state apportate delle modifiche organizzative perché l’ospedale sta crescendo su alcune specialità, in particolare l’area chirurgica, la cardiochirurgia e l’emodinamica e quindi anche la dislocazione dei posti letto nei singoli reparti, piuttosto che l’allestimento delle sale operatorie, è stato modificato - spiega il direttore generale dell’Irccs Matteo Stocco -. Modifiche pensate per garantire un potenziamento della nostra attività e della capacità recettiva perchè l’ospedale nel frattempo sta seguendo una sua strategia di evoluzione».

Nello Sforza si concentrano i reparti medico-chirurgici e materno-infantili, il collegamento tra edifici è garantito dalla riqualificazione dei percorsi sotterranei esistenti, assicurando continuità funzionale con l’intero presidio ospedaliero. Il Settore A (degenza pazienti adulti) e Settore B (degenza pediatrica) sono dedicati prevalentemente alle degenze, mentre i livelli inferiori ospitano dialisi e pronto soccorso (ostetrico-ginecologico e pediatrico). Questa riorganizzazione prevede una maggiore integrazione tra discipline: «Alcuni indicatori come il minutaggio assistenziale del ricovero per gli infermieri e la condivisione di pazienti che hanno patologie affini o multiple migliorano la nostra capacità di cura - racconta Stocco -. Non solo, è stato potenziato un blocco operatorio, ingrandita la rianimazione dell’area cardio, stiamo crescendo molto sulla chirurgia dei trapianti (raddoppiati i trapianti di fegato dal 2023). Raddoppiano anche le macchine per la diagnostica pesante, cioè TAC e risonanze che ci consentiranno di aumentare i pazienti esterni - già cresciuti del 10% grazie a M4 - ma anche di velocizzare le procedure per i degenti. In parallelo è stato rafforzato il personale, salito da 3.850 dipendenti a 4.400 in 2 anni». L’impatto del nuovo Policlinico sul sistema sanitario regionale è stimato in 7,5 milioni di ricoveri e prestazioni ambulatoriali aggiuntivi nei primi 6 mesi dell’anno.

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