Se pensavate che i parchi milanesi in agosto fossero solo prato, gelati e cani senza guinzaglio, la questura martedì sera ha fornito una versione leggermente diversa della cartolina estiva. E lo ha fatto con un servizio straordinario che ha interessato Sempione, Monte Stella, Trotter e Lambro, quattro polmoni verdi che d’estate tendono a trasformarsi in qualcos’altro: feste improvvisate, musica a volume da discoteca abusiva, bottiglie di birra al posto delle borracce, e il classico contorno di spaccio che nessuno chiama più «fenomeno emergente» perché ormai è arredo urbano.
Numeri da far girare la testa a chi ancora pensa che «controllo del territorio» sia un’espressione buona solo per i comunicati stampa: 377 uomini in campo, cento dei quali del Reparto Mobile, con il contributo di Atm, Amsa e dell’Associazione Giacche Verdi segno che a Milano persino la manutenzione del verde ha bisogno di scorta armata.
Le persone controllate sono state 1.926, di cui 1.327 straniere. Quarantuno sono finite in questura, dodici denunciate: otto stranieri (coltelli, droga, immigrazione, furto con invasione di edifici) e quattro italiani, tra cui uno con un arsenale di grimaldelli che difficilmente serviva per aprire il cancello di casa.
Tre gli arresti: due per evasione uno italiano, uno straniero e uno straniero destinatario di mandato internazionale per reati finanziari, la prova che al parco Lambro capita di incrociare anche la criminalità in giacca e cravatta.
Settantatré gli allontanamenti disposti, 174 le vetture controllate, otto gli esercizi commerciali passati al setaccio. Sequestrato oltre un etto di droga tra cocaina, marijuana e hashish: la sostanza, evidentemente, non conosce ferie.
Sul fronte immigrazione, un’espulsione con rimpatrio immediato, sei ordini del questore e nove trattenimenti al Cpr di via Corelli, che in questi giorni fa più ore di straordinario di molti uffici pubblici. A dare manforte alla Polizia di Stato Squadra Mobile, Digos, Anticrimine, Scientifica, Polfer, il Reparto Volo di Malpensa anche la Polizia Locale, unità cinofile e droni, questi ultimi ormai habitué dei cieli milanesi più dei piccioni.
