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Cronaca locale

Il sole nero e un’eclissi per pensare la natura

Un’epidemia collettiva ha contagiato anche i pochi milanesi rimasti in città che come punto di ritrovo avevano scelto il Monte Stella, solitamente calvario dei runner

Le varie fase visibili da MIlano dell'eclissi solare (Italy) August 12, 2026 (Foto Claudio Furlan/LaPresse) The various phases of the solar eclipse visible from Milan (Italy) on August 12 2026 (Photo: Claudio Furlan/LaPresse)

Il sole nero. Centinaia di migliaia di persone paralizzate per l’arrivo di un’eclissi anche questa volta più immaginata che vista. Appuntamenti su monti e montagnole, semplici spiazzi e sofisticati osservatori astronomici. Tutti con il naso all’insù, dopo aver passato giorni a immaginare artigianali occhiali oscurati, consigliati dai medici e dalle mamme per scongiurare le terrorizzanti cecità annunciate dagli specialisti. Un’epidemia collettiva ha contagiato anche i pochi milanesi rimasti in città che come punto di ritrovo avevano scelto il Monte Stella, solitamente calvario dei runner. Una benigna isteria collettiva che potrebbe diventare utile occasione di riflessione. Una pausa nell’ansiogeno correre quotidiano tra i più svariati armamentari della tecnologia contemporanea, loro sì protagonisti di quella deleteria e devastante eclissi che oscura completamente il nostro legame più naturale e quindi sacro: quello con la natura. Più madre da riscoprire che matrigna da maledire, nonostante il fascino delle eterne parole di Giacomo Leopardi che qualche personalissimo motivo di risentimento poteva forse anche avere. Noi invece no. E l’entusiasmo per questa eclissi, sfortunatamente velata a Milano da qualche nuvola di troppo, potrebbe portarci una nuova consapevolezza. O almeno un pensiero per l’immensità della natura, per la sua grandezza e l’immortale fascino che è in grado di esercitare sulla nostra mente e forse ancor più sul nostro cuore di umani. Granelli infinitesimali in un universo (s)misurato, ma dotati di un pensiero, scintilla del divino che ci ha fatti a sua immagine e somiglianza per consentirci di percorrerne l’immensità e magari anche l’eternità. Fosse anche soltanto per una notte di mezza estate.

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