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Cronaca locale

Bestemmia al lavoro, licenziato: scatta lo sciopero

L'episodio è accaduto a Bologna dove l'azienda Covisian, che già alcune settimane fa aveva rescisso il contratto a una dipendente che aveva litigato al telefono con un cliente. Con le scuse pronto il reintegro

Telefonate moleste, dal 19 novembre stop ai finti numeri di cellulare

Pronuncia una bestemmia mentre è al lavoro in un call center e viene licenziato in tronco. L'episodio è accaduto a Bologna dove l'azienda Covisian, che già alcune settimane fa aveva rescisso il contratto a una dipendente che aveva litigato al telefono con un cliente, ha deciso di punire severamente il centralinista. Ancora una volta a rendere noto l'accaduto sono le sigle sindacali Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilco-Uil. L'unica differenza rispetto all'altra vicenda e che è mancata la firma ad documento da parte del sindacato Ugl. "Se non fosse reale - hanno scritto i responsabili delle organizzazioni sindacali bolognesi - ci sembrerebbe di vivere in un film, in un brutto film già visto soltanto poche settimane fa. Nella giornata di ieri un altro collega è stato licenziato per aver esclamato, tra sé e sé, una bestemmia sul posto di lavoro in seguito all'ennesimo malfunzionamento dei sistemi aziendali che impedivano di lavorare".

La denuncia dei sindacati e lo sciopero

Per Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilco-Uil il provvedimento adottato nei confronti del dipendente che ha bestemmiato è esagerato. La colpa del lavoratore è evidente, anche se l'imprecazione non era diretta a nessuno in particolare, ma la punizione doveva essere di natura diversa e rispettare quanto previsto dal contratto nazionale."Covisian - hanno dichiarato al quotidiano la Repubblica i sindacalisti - non può fare ciò che vuole in barba al codice disciplinare". In conseguenza dell'atteggiamento dell'azienda, il cui committente è l'impresa Hera, è stato proclamato uno sciopero di sedici ore. Quello che non va giù alle organizzazioni sindacali è il riferimento della Covisian a una norma penale del lontano 1930."Si tratta - hanno continuato i responsabili dei sindacati - di un gesto che fa tornare indietro il Paese a periodi bui di oscurantismo e quando lo Stato era confessionale".

Anche una terza lavoratrice ha rischiato il licenziamento

Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilco-Uil hanno fatto sapere che anche una terza lavoratrice ha rischiato di essere licenziata e alla quale è stata comminata una sanzione massima che è l'anticamera del licenziamento e una sospensione dalle attività per quindici giorni. I sindacati se la prendono in particolare con il committente, la società Hera, che "ha richiesto un confronto con i responsabili operativi della commessa, esprimendo una forte preoccupazione per i fatti occorsi", quasi a mettere pressione alla Covisian per far ricorso a provvedimenti quanto più severi possibili.

Il reintegro

Attraverso una nota, intanto, l'azienda Covisian ha fatto sapere che sarebbe pronta a reintegrare il dipendente del call center di Bologna. "Covisian apprezza il fatto che il lavoratore abbia riconosciuto il proprio errore - hanno scritto i responsabili di Covisian - impegnandosi in caso di reintegro ad evitare il ripetersi dell’accaduto ed ha quindi deciso, in accordo con i sindacati, di accogliere la richiesta di reintegro, con effetto immediato, espletate le pratiche del caso". Il recente licenziamento del dipendente del call center, per i vertici dell'azienda, era stata una decisione resa necessaria per tutelare l'impresa stessa e i suoi collaboratori impegnati quotidianamente a fornire un servizio di qualità ai committenti e ai loro clienti, qualità che non può essere compromessa dall'utilizzo di un linguaggio offensivo o comportamenti inappropriati.

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