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Cronaca locale

Celebriamo san Francesco. Ma salvando gli alberi

Suggeriamo sommessamente di celebrare frate Francesco dedicandosi alla salvaguardia delle piante e progettandone di nuove, invece di insistere con le neonate piazze orfane di verde. Allora sì “Laudato si’“

Il 4 ottobre torna a essere la festa di  San Francesco

Francesco benedicente ci guarda ogni giorno dalla sua statua in piazza Risorgimento, come segno dello speciale legame tra il patrono d’Italia e Milano. Il santo sarà ricordato oggi, nella sua festa, alla Biblioteca degli alberi, il giardino di Porta Nuova, con uno spettacolo dedicato al «Cantico delle creature» introdotto dalla recita del testo in volgare da parte dell’arcivescovo, Mario Delpini. Un modello, Bam, di come potrebbero fiorire altre parti di Milano. E invece.

In pochi non conoscono la bellezza dei versi dedicati al Creatore e alle sue creature. In questo momento di lirico afflato per la natura e per colui che l’ha così meravigliosamente cantata, tra le manifestazioni che si rincorreranno per tutto il giorno anche in piazza Risorgimento, piace pensare che si possa fare qualcosa di più che ricordare o ridurre Francesco a un’immaginetta. Chissà che cosa sarà accaduto in cielo quando lunedì 14 settembre, nella sua piazza Risorgimento, erano quasi le dieci del mattino, il grosso bagolare si è sradicato improvvisamente da terra ferendo poveri passanti e terrorizzando tutti coloro che amano stare sotto gli alberi anche in città. Purtroppo non è la prima volta che avviene. Temiamo non sia l’ultima.

Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba e certo non è colpa di Madre Terra se gli alberi continuano a cadere come foglie al vento e l’unica soluzione creativa sembra abbatterli. Gli alberi, ormai lo sappiamo bene, non sono solo belli ma anche buoni, contribuiscono a ossigenare e ad abbassare la temperatura della città, ciò di cui c’è più che mai bisogno. Così suggeriamo sommessamente di celebrare frate Francesco dedicandosi alla salvaguardia delle piante e progettandone di nuove, invece di insistere con le neonate piazze orfane di verde. Allora sì «Laudato si’».