Inizieranno a predicare nelle messe delle loro parrocchie oggi. Qualcuno ha iniziato ieri, con la celebrazione vigiliaredel sabato. Verranno ordinati sacerdoti in Duomo sabato 12 e domenica 13 giugno in Duomo. Ma già adesso sono don. Hanno studiato sei anni in seminario, qualcuno anche sette. A raccontarli è don Enrico Castagna, rettore del seminario arcivescovile di Milano, dopo che l’arcivescovo Mario Delpini li ha ordinati diaconi in Duomo. «Sono undici ragazzi, anzi direi uomini, perché l’età media è tra i venticinque e i trentotto anni. Tutti hanno iniziato dopo il diploma come si usa adesso. Ci sono laureati in fisica, filosofia, lettere moderne, ingegneria chimica e alcuni hanno lavorato come insegnanti o in ambito imprenditoriale, di fabbrica. Qualcuno si è riavvicinato alla fede all’università a causa della morte di un’amica. Tutti hanno compiuto sei o sette anni di seminario. Hanno iniziato ai tempi del Covid».
La pandemia è un fenomeno che ha fatto diminuire le presenze, in chiesa come in seminario. «Se prima del Covid erano circa una ventina, dopo il Covid sono diventati 10 o 12. Ma c’è da dire - osserva Castagna - che chi fa questa scelta lo fa ancora più convintamente. Nessuno lo fa perché pensa di poter avere uno status sociale migliore o apprezzato. Lo sceglie come servizio. Sono giovani maturi che si mettono in gioco pienamente».
Chi comincia quasi sempre arriva fino in fondo: «Ci sono percorsi di discernimento propedeutici all’inizio del seminario inteso come comunità residenziale». Dopo il Covid c’è stato un altro cambiamento: è stato introdotto il «terz’anno». Vissuto in modo diverso. «I seminaristi vengono inviati in piccoli gruppi in parrocchia anche se continuano a venire in seminario a studiare. Vivere insieme consente di sperimentare questa fraternità più stringente per vedere se si riesce a convivere con chi non si è scelto». Ora inizia l’anno di diaconato: «Almeno metà settimana stanno in parrocchia, poi tornano in seminario». Fino all’ordinazione sacerdotale..
