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tagliato il nastro

Esselunga riapre lo storico store di viale Piave: più spazio, nuovi servizi e la sfida di riconquistare i clienti

Dopo un anno e tre mesi di lavori riapre il supermercato di Porta Venezia con Bar Atlantic, banchi assistiti, sfuso di frutta e verdura. L’obiettivo è riportare nello storico punto vendita i clienti persi negli ultimi anni. All’inaugurazione presenti Sala, Fontana e Alfano

(da sx) Francesco Moncada, Luciano Fontana, Attilio Fontana, Giuliana Caprotti, Giuseppe Sala e Marina Caprotti in visita per la riapertura al pubblico dello storico supermercato Esselunga di viale Piave a Milano, 29 luglio 2026. ANSA/MOURAD BALTI TOUATI

Il nastro tagliato stamattina nell’area gastronomia non è un dettaglio: a Esselunga, da sempre, si comincia dal cibo. Il sindaco Beppe Sala ha inaugurato così, forbici in mano tra i banchi del fresco, la riapertura dello storico punto vendita di viale Piave, chiuso ad aprile 2025 e rimesso a nuovo dopo un anno e tre mesi di cantiere. Con lui, tra gli altri, Angelino Alfano, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e il direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana.

Il negozio riapre più grande: da poco meno di 1.200 a poco meno di 1.300 metri quadrati di superficie di vendita, cento metri conquistati a un layout che aveva bisogno – lo ammette lo stesso store manager – “di un restyling, di un refresh” atteso da anni in azienda. Tra le new entry, un Bar Atlantic pensato ad hoc, un banco assistito di pane e dolci a marchio Esselunga, un banco carne assistito, una vetrina refrigerata con selezione enoteca “molto importante” e, finalmente, lo sfuso di frutta e verdura: “Cosa richiestissima, non l’avevamo, adesso ce l’abbiamo”.

A raccontare i trentadue anni di storia del negozio è Paolo Campelli, 57 anni di cui 31 di lavoro in Esselunga e alla guida del punto vendita dal 2018. Ci parla di tremila, quattromila clienti al giorno, con un flusso stabile tutta la settimana: “Essendo un negozio del centro di Milano non ci sono punte di lavoro eclatanti”. Il cambiamento più netto, dice, porta la data dell’Expo 2015: da lì la clientela di viale Piave, prima “praticamente più italiana”, è diventata “globalizzata”, con un afflusso di turisti mai visto prima.

Nel registro dei ricordi sfilano volti noti del quartiere, quella Porta Venezia da sempre borghese e un po’ bohémien: Mara Venier, cliente abituale con diverse visite; Cristiano Malgioglio che abitava qui dietro ed era un habitué; e ancora, negli anni, Giorgio Forattini, il giornalista Mario Luzzatto Fegiz, altro volto storico della zona insieme al direttore del quotidiano ‘La Verità’ Maurizio Belpietro (presente anche ieri mattina all’inaugurazione), Elio Fiorucci. Un capitolo a parte merita il fondatore Bernardo Caprotti, che ogni sabato mattina teneva proprio qui, fisso, la riunione con la rete vendita: “Tutti i sabati mattina, immancabilmente”.

E poi gli aneddoti da bancone: il cliente che, ancora prima dell’e-commerce, chiese di riempirgli la cambusa per un viaggio per mare e farsela consegnare al porto di Genova. Risposta dell’epoca: non eravamo strutturati. Oggi, con la consegna a domicilio attiva anche a Genova, la richiesta troverebbe risposta diversa.

Resta, sopra ogni numero e ogni metro quadro in più, la fedeltà di un pubblico che – lo giura il direttore – “non dice vado al supermercato, dice vado in Esselunga”. Una fedeltà messa alla prova dall’apertura, a due chilometri di distanza, dei punti vendita di Porta Nuova e Porta Vittoria, che negli anni hanno inevitabilmente sottratto qualche cliente storico. La scommessa, ora, è riconquistarli: “Il mio augurio è di ritornare a riacquistare qualche cliente che magari avevamo perso, perché viale Piave non dava più quei servizi che la clientela richiedeva”.

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