Frane, oltre 90mila abitazioni a rischio in Campania

La tragedia di pochi giorni fa a Ischia si potrebbe replicare, anche in dimensioni più tragiche, in altre località della regione

Il disastro di Ischia
Il disastro di Ischia

Anche se la Campania risulta essere la quarta regione a rischio per disastri naturali dopo Veneto, Sicilia e Lazio, detiene il record negativo per quanto riguarda gli edifici che potrebbero essere spazzati via dalle frane. Sono oltre 90mila le abitazioni in pericolo, soprattutto lungo il golfo di Napoli e di Salerno, nel Cilento, a Sarno e in alcuni luoghi del Casertano e dell’Avellinese. Ischia, quindi, non è un caso isolato. La tragedia dell’altro giorno si potrebbe replicare, anche in dimensioni più tragiche, in altri posti della regione. Il territorio a rischio è pari al 60,2% del totale. Un numero spaventoso che, paragonato al dato nazionale (il 19,9% dell’intero suolo), fa venire i brividi.

Le cifre che spaventano i campani

I numeri che escono fuori dall’ultima rilevazione dell'Istituto superiore per la Protezione e la ricerca ambientale (Ispra) sono particolarmente allarmanti. Il pericolo delle frane in Campania è del 19,6% a fronte del dato nazionale fermo all’8,4%. La popolazione interessata a una possibile catastrofe naturale riguarda ben 302.783 cittadini. Le percentuali di rischio variano a seconda dei capoluoghi. Napoli è al primo posto con il 13,1%, seguita da Salerno al 12,8% e Benevento all’11,2%. In passato non sono mancati episodi drammatici che hanno anticipato il tragico evento di Ischia. Nel 2010, ad Atrani, in Costiera amalfitana, una ragazza di 25 anni perse la vita per una frana. Ben più grave fu il disastro di Sarno, nel 1998, dove un’alluvione costò la vita a 161 persone.

I motivi della fragilità del suolo campano

Il territorio della regione Campania è friabile perché composto in maggioranza da materiale vulcanico. Il geologo Gaetano Sammartino lo ha spiegato al Corriere del Mezzogiorno. “A Ischia come a Sarno – ha dichiarato – le colate sono state determinate dall'esplosione dello strato di materiale piroclastico che ricopre il substrato, rispettivamente, tufaceo e calcareo. Si tratta di materiale, proveniente da eruzioni vulcaniche avvenute nei secoli e nei millenni precedenti, che non si ancora perfettamente legato agli strati sottostanti.

In occasione di precipitazioni, a causa del diverso livello di permeabilità degli stessi si determina un forte aumento della pressione dell'acqua che fa scivolare velocemente lo strato superiore a valle”. Ciò provoca irrimediabilmente i disastri come quello di Ischia.

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