Alla fine, come da tradizione, i berretti volano. Li lanciano in alto i 280 agenti che hanno appena giurato, ed è questa l’immagine che ha chiuso ieri la festa per i 166 anni della Polizia Locale all’Arena Civica «Gianni Brera». Un gesto un po’ da film americano, ingenuo e sincero: si comincia.
Prima, il rito. Alle 11 gli onori alla bandiera e al gonfalone di Milano, medaglia d’oro al valor militare. Poi il sindaco Giuseppe Sala e il comandante Gianluca Mirabelli passano in rassegna lo schieramento, mentre un drone sorvola il prato.
Sala parla da uomo che sa di essere a fine corsa. «È l’ultimo anniversario a cui partecipo e il bilancio è positivo». Ricorda le Olimpiadi invernali superate, una città «cresciuta e cambiata» alle prese con crisi economiche e sociali, solitudine e sofferenza. «Siete anche una presenza amica per i più fragili». E indica la strada: «Servono più agenti, più formazione, più capacità di mediazione sociale nei quartieri». Con una postilla molto milanese: in una città piena di turisti, i nuovi vigili dovranno imparare l’inglese.
Mirabelli ringrazia famiglie e colleghi in congedo. Poi il momento più duro: il ricordo di Francesco Imprezzabile, l’agente motociclista morto lo scorso giugno a Peschiera Borromeo, caduto dalla moto mentre inseguiva un suv che aveva forzato un posto di blocco a Ponte Lambro. Ai suoi familiari va «imperitura gratitudine». Poi i numeri: 750 arresti in flagranza, 6.500 denunciati a piede libero, 200 colleghi feriti. Il motto resta quello: «A noi è affidata la città».
Le cifre ufficiali raccontano un Corpo che cresce: 3.262 tra agenti e ufficiali, oltre 500 assunzioni in un anno e altre 93 dal 19 ottobre. Ogni giorno più di 260 pattuglie in strada, 35 nuclei notturni contro i 20 del 2025, 560 interventi a tutela di donne e minori.
Poi gli encomi, cioè le storie. Il femminicidio di via Grassini. Il giovane sdraiato sui binari del tram in via Volvinio. La donna riportata in vita con il massaggio cardiaco, gli undici falsi poliziotti arrestati per truffe agli anziani. La donna strappata alle fiamme in via Cogne. E quella aggrappata a un cavedio in viale della Liberazione, fermata in tempo.
In chiusura il comandante consegna al sindaco lo stemma araldico del Corpo. Un regalo d’addio, senza dirlo.
