Grave incendio nella notte a Corigliano Rossano nella cosiddetta baraccopoli di Boscarello, dove vivono numerosi migranti, per lo più impegnati come braccianti agricoli nelle campagne circostanti. Nel rogo quattro persone sono rimaste ferite, una in modo grave ed è stata trasportata nell'ospedale di Brindisi per le gravi ustioni riportate. Durante l’intervento dei Vigili del Fuoco e degli agenti è esplosa anche una bombola di gas che, fortunatamente, non ha investito i soccorritori e nemmeno i braccianti. Solo per un caso fortuito non tutti sono rimasti illesi a seguito di questo episodio.
Al momento nessuna pista può essere esclusa, le indagini sono in corso per individuare eventuali responsabilità e capire come sia potuta andare a fuoco la baracca: per spegnere le fiamme ci sono volute diverse ore ma ora la zona è stata messa in sicurezza e possono iniziare i sopralluoghi per capire l’origine dell’incidente. Si cerca l’innesco, la causa scatenante ma, in contemporanea, si ampliano le indagini perché la natura dolosa non può essere esclusa del tutto, anche alla luce dei precedenti drammatici di poche settimane fa. I magistrati non scartano alcuna ipotesi investigativa in questa fase, soprattutto perché conoscono bene quel mondo e fin dove si possono spingere i criminali che speculano sui braccianti. Per il momento si è nel campo delle ipotesi investigative, non ci sono certezze ma solo supposizioni che dovranno trovare concretezza nelle indagini.
Negli anni, nella sibaritide e specificamente nell’area di Corigliano-Rossano sono stati documentati incendi dolosi di mezzi e strutture legati a tensioni sul territorio e a episodi riconducibili a racket o a regole imposte da ambienti criminali. Inoltre, a gennaio 2026 risultano incendi di auto di braccianti con probabile matrice dolosa. Il caso più noto è l’incendio della baraccopoli di San Ferdinando del 2019, dove morì un migrante senegalese di 29 anni, Moussa Ba, in un rogo scoppiato nella notte. Anche in quel caso si parlò subito di possibili cause accidentali, ma il contesto di degrado e precarietà rese inevitabili le verifiche su ogni ipotesi.
A Corigliano-Rossano, invece, il precedente più simile risale al 2010, quando una baracca in località Boscarello andò a fuoco e la vicenda finì anche in tribunale, con un imputato locale accusato, poi assolto, di incendio e tentato omicidio nei confronti di due cittadini somali che vivevano lì dentro.