La musica per cambiare volto a Rogoredo. È la scommessa del Bosco della Musica, il nuovo campus del Conservatorio Giuseppe Verdi, la cui prima pietra è stata posata nell’area tra il borgo storico e Santa Giulia. Un investimento da 61,6 milioni di euro, con l’obiettivo di portare formazione, cultura e nuovi spazi pubblici in un quartiere in trasformazione. Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, il sindaco Giuseppe Sala, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e l’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, che ha impartito la benedizione. I lavori, avviati nel dicembre 2025, si concluderanno nel 2028, mentre l’apertura agli studenti è prevista per l’anno accademico 2028-2029. Il campus comprenderà quattro edifici, un auditorium da 400 posti, sale di registrazione, laboratori tecnologici e una residenza da 210 posti per studenti e docenti fuori sede. Saranno inoltre realizzati 13mila metri quadrati di verde pubblico e recuperata la Palazzina Ex Chimici. «Un progetto promettente, che valorizza l’arte e la cultura come strumenti di rinnovamento urbano e sociale», ha detto il sindaco Sala, sottolineando la scelta di investire in un’area che presenta ancora criticità ma è al centro di trasformazioni. Per Fontana, che ha ricordato il contributo regionale di 12 milioni di euro, il progetto è «molto più di un nuovo campus del Conservatorio Verdi: è un investimento sui giovani, sulla cultura e sul futuro della Lombardia». Portare un’istituzione musicale di rilievo internazionale a Rogoredo, ha spiegato, significa offrire nuove opportunità a un territorio che ha bisogno di prospettive.
La nuova sede sarà dedicata ai linguaggi musicali contemporanei, dal jazz al pop-rock fino all’elettronica, oltre ai percorsi di musicoterapia e al dottorato in Musica, Arti performative e Stem. Via Conservatorio continuerà invece a ospitare la formazione classica. «Una tradizione è tale perché è animata di vita e dobbiamo avere la capacità di innovare», ha osservato il presidente del Conservatorio Giovanni Fosti, evidenziando la necessità di far dialogare il patrimonio storico dell’istituzione con le nuove forme musicali. Anche il vicepremier ha sottolineato l’importanza del progetto, «simbolo di una città capace di rinnovarsi». Il progetto guarda anche alla vita quotidiana del quartiere. Il campus sarà concepito come un parco pubblico attraversabile, con spazi aperti alla comunità. La sfida è fare della musica uno strumento di rigenerazione urbana, capace di attrarre giovani talenti e nuove attività. Ora l’appuntamento è al 2028, quando il Bosco della Musica dovrà passare dal progetto alla realtà.
