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Revocato il licenziamento al vigilante Atm che ha estratto l’arma in metropolitana

Per Esposito il Consiglio di disciplina dell’azienda ha deciso per la sospensione per 15 giorni dal servizio e dalla paga: annunciato un nuovo ricorso

Revocato il licenziamento al vigilante Atm che ha estratto l’arma in metropolitana
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Ilario Esposito, il vigilante che ha estratto la pistola nella metropolitana di Milano, non sarà licenziato. La sera del 21 marzo 2026 era in servizio presso la stazione di Milano Cadorna, uno degli snodi centrali della metropolitana cittadina. A un certo punto si è accorto di un gruppo di maranza armati di bottiglie di vetro che stava molestando alcune ragazze e, per prendere il controllo della situazione ha agito nel modo che lui riteneva di maggior sicurezza: ha estratto la pistola d’ordinanza dalla fondina.

Non ha esploso colpi, ha portato la pistola al petto e l’ha puntata verso il basso: è stato un gesto dimostrativo e di deterrenza, che è servito allo scopo. Ma a seguito di quest’azione il vigilante, secondo Atm, avrebbe violato il protocollo perché non sussistevano motivi per estrarre l’arma e, nonostante i ricorsi, Atm ha proceduto con la lettera di licenziamento il 27 marzo. Tuttavia, Ilario Esposito non si è arreso e dopo aver presentato le sue memorie, che non hanno convinto l’azienda, ha fatto ricorso presso il Consiglio di disciplina aziendale, perché certo di aver agito nell’alveo delle procedure. E il Consiglio gli ha dato, almeno in parte, ragione, ridimensionando il provvedimento disciplinare: invece del licenziamento avrà 15 giorni di sospensione dal lavoro e dalla paga e al termine dei 15 giorni potrà tornare regolarmente in servizio. Tuttavia, a seguito dell’accaduto, per motivi cautelari, la questura di Milano ha sospeso per 90 giorni il porto d’armi di Esposito e al termine di questo periodo sarà la procura di Pavia a esprimersi sul mantenimento o meno dell’arma.

Ma se la Procura dovesse togliere il porto d’arma a Esposito, Atm non potrà reintegrarlo nella medesima mansione, cosa che al contrario accadrebbe se venisse prorogato. Il termine dovrebbe scadere a breve e a quel punto si potrà conoscere il futuro di Esposito, per il quale anche solo 15 giorni di sospensione sono troppi, motivo per il quale è intenzionato a ricorrere anche contro la decisione del Consiglio di disciplina aziendale.

Il vigilante ha sempre confermato la sua versione, sottolineando come fossero in due contro 8 persone alterate all’alcool e armate di bottiglie, che venivano brandite con fare minaccioso contro di lui e contro il collega.

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