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Cronaca locale

Sanitaservice, il sistema delle nomine sotto accusa

Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Gianni De Leonardis punta il dito contro la gestione delle sette Sanitaservice pugliesi: «Sono diventate delle piccole Asl fuori controllo». Sotto la lente aumenti di spesa, assunzioni, nomine e le contestazioni della Corte dei conti

Sanitaservice - De Leonardis

Le sette società in house controllate dalle Asl, nate per gestire servizi come pulizie, portierato, ausiliariato e, più recentemente, parte delle attività del 118, sono finite nel mirino dopo i rilievi della Corte dei conti sul sistema sanitario regionale e le accuse mosse dall’opposizione, che denuncia una gestione caratterizzata da costi in crescita, assunzioni e nomine politiche.

A sollevare il caso è il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Gianni De Leonardis, secondo cui le società sarebbero ormai «diventate delle piccole Asl», sfuggendo alla funzione originaria per cui erano state create. Il tema si inserisce nel più ampio confronto sul deficit della sanità pugliese, rispetto al quale la magistratura contabile ha richiamato la Regione a un maggiore controllo delle società partecipate. I numeri mostrano una crescita della spesa. Dai 279 milioni di euro registrati nel 2024 si è passati ai 292 milioni del 2025, mentre il costo del personale è aumentato di circa 15 milioni. Nello stesso periodo sono state effettuate circa 850 assunzioni, portando gli organici complessivi delle Sanitaservice a 8.254 dipendenti.

Secondo De Leonardis, la gestione delle società presenta profonde differenze tra un territorio e l’altro. Alla Asl Bari risultano 103 mentre alla Asl Foggia sono 545. Vengono inoltre evidenziate attività che, secondo le contestazioni, andrebbero oltre le competenze previste per le società in house: a Brindisi la Sanitaservice gestirebbe un servizio psichiatrico, a Foggia erano stati assunti 80 infermieri e a Taranto vengono gestiti gruppi appartamento destinati all’assistenza sociale, attività che richiederebbero specifiche autorizzazioni. Per l’esponente di Fratelli d’Italia una diversa organizzazione consentirebbe di ridurre in modo significativo i costi. La sua proposta è quella di internalizzare direttamente il personale nelle Asl, eliminando una parte delle spese di struttura. Nel mirino finiscono anche gli organi di governance delle società, dagli amministratori unici ai collegi sindacali, passando per nuclei di valutazione e figure dirigenziali spesso non selezionate tramite concorso. Vengono inoltre richiamati gli accantonamenti nei fondi rischi e il peso delle imposte versate, che, secondo De Leonardis, sottrarrebbero risorse destinate all’assistenza sanitaria.

Le contestazioni investono anche il piano politico. Il consigliere regionale sostiene che le nomine e le assunzioni siano state fortemente influenzate dagli equilibri dei territori. Tra gli episodi richiamati figurano la gestione della Sanitaservice della Asl Bari, affidata a Fabrizio D’Addario, quella della Asl Foggia guidata da Angelo Tomaro e la nomina di Cristiano D’Errico alla Sanitaservice di Brindisi, finita al centro di uno scontro politico locale. Nel frattempo la Regione corre ai ripari. Il presidente Antonio Decaro ha istituito un’Unità di crisi incaricata di esaminare i bilanci delle sette Sanitaservice e verificare le principali voci di spesa. La decisione arriva in vista del confronto con la Corte dei conti sui rilievi formulati al bilancio sanitario regionale, con l’obiettivo di rafforzare i controlli sulle società partecipate e verificarne il rispetto delle regole.

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