Leggi il settimanale

Si vantavano sui social dei furti. Presa la banda dei rom specializzata in "spaccate"

Sfondavano le banche con auto rubate e poi esibivano i soldi online. Fermata la banda di Caivano

Si vantavano sui social dei furti. Presa la banda dei rom specializzata in "spaccate"
00:00 00:00

I carabinieri del Nucleo investigativo del Gruppo Castello di Cisterna hanno posto fine alle scorribande di una banda criminale di un campo rom di Caivano. Questa mattina i militari hanno dato esecuzione al provvedimento del giudice, provvedendo al fermo di ben dieci soggetti accusati a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla commissione dei reati di rapina, furto, riciclaggio, resistenza a pubblico e trasferimento fraudolento di valori.

Stando a quanto riferito dalle forze dell'ordine, le indagini, condotte dalla procura della Repubblica di Napoli, andavano avanti da inizio gennaio scorso.

L'attività investigativa degli inquirenti ha permesso l'acquisizione di numerose prove a carico dei membri della banda. Sarebbero almeno 70 i colpi commessi dal gruppo criminale, molti di questi ai danni di esercizi commerciali. In altre occasioni, invece, i malviventi si sarebbero resi autori di rapine contro gli automobilisti. Tra i furti commessi, almeno 11 ai danni di alcuni sportelli ATM localizzati tra le province di Napoli, Caserta e Salerno. In questo caso, la banda avrebbe utilizzato la classica tecnica della spaccata. Servendosi di vetture rubate, prevalentemente furgoni, indirizzavano il mezzo contro la vetrina per fondarla e aprirsi una via d'accesso. I veicoli sarebbero stati usati anche per sradicare le casse automatiche, fissate al mezzo con cavi di ferro e funi pesanti.

Secondo quanto ricostruito dalle indagini, in alcune occasioni la banda sarebbe stata sorpresa dalle forze dell'ordine. Nel tentativo di darsi alla fuga e rallentare gli uomini in divisa, i membri della banda non avrebbero esitato a utilizzare degli estintori, attivandoli per rendere meno nitida la visuale.

Dalle indagini è emerso che i soggetti non mostravano alcuna paura nei confronti dell'autorità. Non nascondevano la propria attività, anzi, se ne vantavano sui social network. Sui loro account social, infatti, sono stati trovati video in cui viene mostrato il bottino ottenuto grazie ai loro colpi. Ci sono inoltre immagini in cui alcuni dei fermati esibiscono con orgoglio il denaro raccolto.

Il lavoro degli investigatori ha

portato a un provvedimento di fermo nei confronti di dieci soggetti, tutti residenti nel campo rom di Caivano. Le indagini sono ancora in corso, pertanto gli indagati sono da ritenere ancora innocenti fino alla sentenza.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica