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A sinistra volano gli stracci su Tel Aviv

E il Remigration divide sindaco e governatore. I dem? Chiedono di chiudere il Cpr

 A sinistra volano gli stracci su Tel Aviv
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La direzione milanese del Pd ha votato due giorni fa la sospensione del gemellaggio con Tel Aviv e ha chiesto al sindaco di mettere in pratica la linea del partito, i Verdi trovano «surreale dover pregare la giunta» ma ieri il sindaco Beppe Sala ha buttato la palla avanti. «Voglio coinvolgere la giunta, ne parleremo giovedì prossimo perchè voglio sentire l'opinione di tutti quelli che lavorano con me». E emergeranno anche lì le divisioni, visto che (ad esempio) la vicesindaco dem Anna Scavuzzo non è in linea col partito e i Riformisti sono contrari. Il consigliere di Azione Daniele Nahum ha già avvertito che «sarebbe grave se Sala accogliesse la richiesta», ieri anche il senatore di Italia Viva Ivan Scalfarotto l'ha definito «un errore e bisogna dirlo chiaramente. Tel Aviv non è la città di Netanyahu, è la città più laica, progressista e aperta di Israele». Contraria anche la deputata dem Lia Quartapelle. E l'ex deputato Pd Emanuele Fiano, membro di spicco della comunità ebraica,

in un post durissimo sui social ha sostenuto che «è veramente difficile se non impossibile rimanere in un partito così». Attacca la capogruppo Uguccioni che ha portato in aula la richiesta o il capogruppo regionale Majorino e il segretario milanese Capelli che la appoggiano: «Bravi, complimenti, vi siete messi il cuore in pace così - scrive -. Interrompete il legame con tutta Tel Aviv, anche quella che lavora senza tregua per la pace e contro la guerra da sempre. È un'idea geniale, di alta politica, utilissima alla pace. È un classico della semplificazione manichea, da una parte sta solo il male, dall'altra il bene. E con la prima parte bisogna recidere ogni rapporto». Nahum, che è uscito dal Pd un anno fa in polemica sull'uso di «genocidio» in relazione a Gaza, scrive a Fiano: «Meglio tardi che mai. La politica ha bisogno della tua storia, ma in un luogo dove ti valorizzino davvero». E nel giorno in cui il questore Bruno Megale, alla festa della Polizia, ha parlato di un «preoccupante acuirsi di sentimenti antiebraici, testimonianti dal crescente numero di aggressioni di matrice antisemita a Milano e in tutto il Paese», per il deputato FdI Riccardo De Corato «è incredibile che Sala abbia deciso di discutere l'eventuale rottura del gemellaggio, si comporta come Ponzio Pilato se ne lava le mani e si affida alla giunta. Scelga da che parte stare, se appoggiare l'unica democrazia del Medioriente o i capricci ideologici del Pd».

Sala torna a contestare invece il Remigration Summit promosso dai Patrioti europei e dalla Lega sabato prossimo in piazza Duomo. Ribadisce che «non si può evitare, come hanno chiarito questore e prefetto, ma politicamente lo trovo inappropriato perchè la differenza tra rimpatrio e remigrazione non è solo semantica, io non mi sono mai opposto ai rimpatri, quando sono giustificati, perché sono governati da una legge. Se si parla di remigration si evocano invece deportazioni». Sulla presenza del governatore Attilio Fontana al Summit taglia corto, «dovete chiederlo a lui». E Fontana non ha problemi a spiegare che ci sarà per sostenere «l'esigenza di un'immigrazione più coordinata e controllata, è un dato di fatto che si deve predisporre un'organizzazione diversa per accogliere chi arriva e nasce qui» ma anche per portare «la critica ad alcune scelte dell'Ue come la prospettiva che i fondi di coesione non siano più in capo alle Regioni».

Esponenti di Avs, Lista civica e Pd come Cecilia Strada e Paolo Romano firmano invece una diffida al sindaco «per la chiusura del Cpr di via Corelli», il centro per i rimpatri violerebbe «i diritti fondamentali delle persone».

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