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Cronaca locale

“Stadio, i club diano tempi certi. Un disastro perdere gli Europei”

Sala chiede a Inter e Milan i rendering del progetto: cantieri al via nel 2027 e impianto pronto nel 2031. Milano in lizza per Euro 2032. Accordo con la Regione per velocizzare le procedure

Meazza addio I lavori di smantellamento del «vecchio» Meazza cominceranno nel 2013 e dureranno un anno

Il sindaco Beppe Sala va in pressing sulle squadre. «Serve», ha dichiarato ieri, che l’archistar Norman Foster e David Manica «vengano presto a Milano a presentare i risultati del loro lavoro», ossia i primi rendering del nuovo stadio di San Siro, un gigante da 71.500 posti (di cui 13.500 premium). Milan, Inter e Comune hanno battuto (per ora) 5 a zero comitati e cittadini «salva Meazza». Il Tar della Lombardia mercoledì ha bocciato tutti i ricorsi presentati. «I prossimi passi sono nelle mani delle due società - premette Sala -, io mi aspetto che a brevissimo mostrino finalmente i rendering dello stadio, so che ci stanno lavorando per poterli presentare a breve, è la prima cosa da fare». Il progetto, fonti dei club, sarà svelato tra fine ottobre e inizio novembre. E ovviamente il Comune spera che a quel punto si spengano (un po’) le polemiche sollevate dai nostalgici del Meazza e l’impianto firmato Foster e Manica, che insieme hanno disegnato anche il nuovo Wembley Stadium a Londra, accenda l’entusiasmo dei tifosi. La seconda priorità, sottolinea Sala, è «garantire la tenuta dei tempi, un programma di lavori serio. Non possiamo perdere l’occasione di ospitare Euro 2032, sarebbe una cosa disastrosa per l’immagine della città. E serve un’operazione trasparenza, sorridevo perchè si parla dei seggiolini del Meazza che verranno messi all’asta ma si parla del 2033 o 2034, chi può pensarci ora?».

I cantieri del San Siro bis, se tutto procederà senza intoppi, partiranno nel secondo semestre del 2027 e l’impianto sarà pronto nel 2031, primo calcio d’inizio per il Campionato a fine estate. E il 30 settembre la Figc ha inviato alla Uefa il dossier con i 14 stadi ritenuti idonee a proseguire il processo di candidatura per ospitare i match di Euro 2032, tra le 13 città c’è Milano con il nuovo stadio (Roma è in lizza con due, l’Olimpico e il nuovo progetto di Pietralata). Stadio San Siro spa, creata per gestire l’operazione e controllata al 100% dai club, ha presentato il 16 marzo la proposta di Piano attuativo. Il 27 luglio Comune e Regione hanno siglato lo schema di accordo di collaborazione per semplificare e velocizzare le procedure. In particolare gli enti devono hanno fissato scadenze certe per valutare lo «stralcio 1» dell’intervento di riqualificazione «Grande Funzione Urbana San Siro», comprende la realizzazione del nuovo tunnel Patroclo, la costruzione del nuovo stadio e la successiva, parziale demolizione del Meazza. L’impegno è a concludere «entro e non oltre 560 giorni dalla presentazione del Piano Attuativo, quindi entro l’estate 2027, tutte le procedure autorizzatorie, comprese quelle ambientali di Vas e di Via che hanno riacceso le polemiche. A metà settembre le società hanno depositato il Rapporto ambientale e, tra l’altro, certifica che la demolizione del Meazza richiederà anche lo smaltimento di mille tonnellate di amianto. L’abbattimento da cronoprogramma partirà a fine 2031 e durerà circa un anno. Lo «stralcio 2» riguarderà invece alberghi, uffici, aree commerciali. Gli ambientalisti non si arrendono. L’associazione Gruppo Verde San Siro contesta la «decisione di inammissibilità dei ricorsi, secondo i nostri legali totalmente infondata. Abbiamo già dato incarico ai legali di proporre appello al Consiglio di Stato». Il Coordinamento Parco Ovest organizza invece oggi alle 16 un incontro pubblico davanti al Casva di via Isernia per decidere le prossime mosse.