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Cronaca locale

Una carie non curata: ecco perché Daniel Osvaldo è finito in terapia intensiva

Le condizioni fisiche dell’ex calciatore continuano a migliorare: nelle ultime ore sono emersi i particolari che lo hanno costretto al ricovero e all’intervento chirurgico, ecco di cosa si tratta

Italy's Daniel Osvaldo (L) vies with Germany's Benedikt Howedes during their international friendly soccer match at the Giuseppe Meazza stadium in Milan, Italy, 15 November 2013. ANSA/DANIEL DAL ZENNARO

Sono confortanti le notizie che riguardano l’ex calciatore Daniel Osvaldo che alcuni giorni fa è stato ricoverato e poi operato d’urgenza a causa di un versamento pleurico al polmone destro. Circa le cause, a monte, del malessere, il quotidiano Infobae spiega cosa sarebbe accaduto all’ex attaccante.

Il ruolo della carie ai denti

Può sembrare inverosimile ma una carie non curata avrebbe causato una grave infezione polmonare che ha richiesto il suo ricovero in ospedale. Il 40enne ha raccontato ai medici di avere la carie a un dente che, non essendo stato curato in tempo utile, si sarebbe infettato. Durante il ricovero in ospedale, il dente interessato è stato estratto e dopo l’intervento le condizioni di Osvaldo hanno mostrato netti segnali di miglioramento.

Cosa può succedere

I medici stanno ancora effettuando colture e altri esami per escludere eventuali altre cause che potrebbero aver contribuito alla condizione che ha portato al suo ricovero. “La carie non è stato l’unico fattore a influire sulla sua salute. Osvaldo aveva anche un sistema immunitario indebolito quando ha contratto l’infezione”, spiegano fonti al quotidiano Infobae. “Questa combinazione ha peggiorato le sue condizioni e richiesto un monitoraggio clinico continuo”.

Nessun allarmismo

È chiaro che il caso di Osvaldo non implica che tutte le carie non curate portano a un’infezione polmonare. La situazione di Osvaldo è stata contemporaneamente caratterizzata da un’infezione dentale e un sistema immunitario indebolito. Il fumo ha certamente inciso nel quadro clinico generale. “Non fumo da due settimane “, ha dichiarato Osvaldo spiegando anche di riuscire a dormire meglio e di aver recuperato l’olfatto. “Non ho intenzione di fumare mai più”, ha aggiunto, collegando questa decisione a una revisione delle sue abitudini e vari aspetti della sua vita quotidiana.

L’importanza dell’attività fisica

La malattia ha reso necessario il suo ricovero in terapia intensiva, dove ha ricevuto le cure necessarie a causa della gravità delle sue condizioni. Successivamente, è stato trasferito in un reparto di degenza intermedia all’Ospedale di Llavallol, a Buenos Aires, dove continua il suo percorso di recupero. I medici gli hanno spiegato che l’attività fisica, ad alti livelli, praticata per gran parte della sua vita ha certamente giovato al suo corpo.

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