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Cronaca nera

A 21 anni uccide la mamma a coltellate, poi va a costituirsi

Ha sferrato una decina di colpi. Giallo sul movente. “Un ragazzo educato e serio”

Un 21enne ha ucciso la madre a coltellate nell'abitazione di famiglia a Chiari, in provincia di Brescia. Il delitto � avvenuto la notte scorsa. Quindi il giovane si � allontanato e solo successivamente si � consegnato ai carabinieri a Cremona. Sul posto i militari hanno avviato le indagini per ricostruire l'accaduto e chiarire il movente. Sulla vicenda, al momento, c'� il riserbo da parte degli investigatori, Brescia 3 novembre 2026 ANSA/ FABRIZIO CATTINA

Da ragazzo modello a matricida. È la metamorfosi apparentemente senza motivi del 21enne Eduart Xhani, 21enne che nella notte tra lunedì e martedì ha ucciso la madre nella loro casa a Chiari, in provincia di Brescia. Forse un diverbio, forse una lite, poi il giovane ha inferto almeno dieci coltellate contro il petto di Meleqe Lusha, 39enne che lavorava nel servizio mensa dell’ospedale Civile di Brescia.

Il ragazzo viveva da solo con la madre e da agosto si erano trasferiti in quell’appartamento, ma abitavano a Chiari fin da quando lui era piccolo.

In questo paese della Bassa bresciana c’è infatti una forte e storica presenza della comunità albanese, che ora si dice scioccata dell’accaduto. «Eduart è un ragazzo bravissimo, educato, serio: un esempio per la comunità. Ha fatto un gesto imperdonabile, non rappresenta la nostra comunità. Non riusciamo a capire», racconta sconvolto Dennis Beqiri, presidente dell’associazione albanese della cittadina.

Riservato, cresciuto senza padre, dopo avere frequentato l’istituto superiore di Chiari il 21enne aveva poi iniziato a lavorare insieme agli zii come muratore e poi come operaio. Il ragazzo ha svolto uno stage proprio nell’agenzia immobiliare di Beqiri: «Era molto bravo, umile e diligente.

Gli ho dato il massimo dei voti». È stata proprio la mamma a crescerlo, con l’aiuto dei suoi quattro fratelli - tutti impiegati nel settore dell’edilizia. Nato a San Bonifacio (nel Veronese) e cittadino italiano, Eduart si era poi trasferito sin da bambino con la mamma proprio nel Bresciano. E qui la famiglia aveva messo radici, integrandosi e finendo per essere conosciuta da tutti. Ecco perché nessuno riesce a spiegarsi il gesto. Attonito è anche il sindaco Gabriele Zotti: «Un episodio inspiegabile che apre un grande interrogativo. Sono emotivamente coinvolto e mi stringo a tutta la famiglia in attesa che le indagini facciano emergere con chiarezza la dinamica». Dopo l’aggressione Eduart Xhani si è allontanato da casa per poi presentarsi spontaneamente, alle prime luci dell’alba di ieri, al comando dei carabinieri di Cremona. Aveva i vestiti completamente macchiati di sangue. Ai militari ha detto: «Ho ucciso mia madre». Nell’appartamento di via Tagliata i carabinieri hanno quindi trovato il corpo senza vita della donna. Parlando agli inquirenti per circa cinque ore, il giovane è apparso confuso e non è riuscito a spiegare il motivo della brutale aggressione. Sottoposto a fermo, si trova ora nel carcere di Canton Mombello a Brescia con l’accusa di omicidio volontario, ma resta ancora un giallo il movente. Le indagini sono affidate ai carabinieri della Compagnia di Chiari, mentre i rilievi all’interno dell’abitazione sono stati eseguiti dai militari del Nucleo investigativo, affiancati dagli specialisti della Sezione investigazioni scientifiche del Comando provinciale di Brescia.

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