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Col kalashnikov tra la gente: paura e tre arresti

Rissa e spari a Napoli

Col kalashnikov tra la gente: paura e tre arresti
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Un arresto e tre fermi per la sparatoria nel pieno centro di Napoli. «Il fermo di tre persone indiziate, per i gravissimi fatti avvenuti a Napoli, a poche ore dall'accaduto, rappresenta il primo, importante risultato di un'indagine condotta con rapidità, professionalità e straordinaria efficacia della Polizia di Stato». Così il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha annunciato il provvedimento nei confronti delle tre persone protagoniste degli spari in piazzetta Montesanto.

Un episodio che, per via della sua gravità, era rimbalzato anche sui social. Migliaia e migliaia di utenti hanno potuto così contastare la presenza sulla scena di un kalashnikov. Il responsabile del Viminale ha proseguito sostenendo che la sicurezza sia «una cosa seria». L'accento, per Piantedosi, va appunto posto sulla persistente «presenza dello Stato». Poi un attacco rivolto a chi «negli anni passati» ha fatto invece «l'esatto opposto», derubricando la sicurezza «a una mera voce di costo da tagliare». Il riferimento è agli avversari politici, tutti residenti nel «campo largo». L'uomo che, nel video, spara due colpi in aria dopo la rissa si chiama Giuseppe Triuolo, e fa parte dei tre fermati. Emanuele Iaccarino, invece, è il nome di chi nel video imbraccia un kalashnikov. La Dda ha svolto un'inchiesta rapida ma approfondita sull'episodio della rissa, culminata con colpi di pistola. Tant'è che sono scattate pure altre misure. La terza persona fermata è Arianna Rossetti, colpevole, secondo gli inquirenti, di aver nascosto la pistola usata da Triuolo. Arrestato, invece, Gianluca Calvanese, coinvolto a sua volta nella vicenda: nella sua stanza da letto è stata rinvenuta una calibro 9. Il movente dell'episodio non è ancora chiaro.

Tra le ipotesi al vaglio della Procura, affari illeciti ma non solo. «Il governo - ha chiosato il ministro dell'Interno - continuerà a sostenere con determinazione il lavoro delle forze dell'ordine, perché i cittadini hanno bisogno di risposte concrete».

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