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Cronaca nera

Federico Vella, l’omicida di Lorena Isceri, era stato dallo psichiatra tre giorni prima del delitto: “Nessun segnale”

Il medico che aveva in cura il 36enne da ben 15 anni rivela: “Non me lo sarei mai aspettato, era relativamente tranquillo”

Federico Vella

Un percorso terapeutico iniziato ben 15 anni fa, l’assunzione costante di psicofarmaci e un ultimo colloquio con il suo psichiatra avvenuto a ridosso della tragedia: mentre gli esiti dell’autopsia confermano che Lorena Isceri fosse ancora in vita quando è stata gettata dal viadotto dell’autostrada A1 a Barberino del Mugello, le indagini della Procura di Firenze si concentrano sul passato clinico dell’omicida-suicida, Federico Vella. I dettagli emersi nelle scorse ore delineano un quadro clinico complesso e sollevano interrogativi inquietanti su ciò che la mente del 36enne celasse dietro una parvenza di normalità.

A rompere il silenzio, pur volendo mantenere l’anonimato, in una breve intervista telefonica concessa al giornalista del Tg1 Giuseppe La Venia, è lo psichiatra che ha avuto in cura Vella fin dalla giovinezza: un rapporto continuativo, durato 15 anni, sebbene nell’ultimo periodo, come confermato dal professionista, gli appuntamenti si fossero fatti più radi.

“L’ultima volta che l’ho visto è la settimana scorsa, era relativamente tranquillo”, spiega all’inviato del telegiornale il medico, “non c’era nessun tipo di segnale, ecco”.

Negli ultimi due anni i due si erano visti solo in un paio di circostanze, tuttavia l’omicida era tornato dallo psichiatra solo 3 giorni prima del terribile delitto. Un risvolto, quello dell’omicidio-suicidio, totalmente inatteso per il professionista, che mai avrebbe potuto sospettare un epilogo del genere, visti i riscontri nel’ultimo appuntamento. “Questo assolutamente non me lo sarei mai aspettato, sia per come lo conoscevo che per come mi aveva raccontato la relazione”, precisa infatti il medico al giornalista.

Vella aveva chiesto un appuntamento con lui proprio per parlare della sua relazione con Lorena Isceri, ma evidentemente nulla di ciò che aveva raccontato era stato sufficiente a rivelare le sue intenzioni. La 45enne, tuttavia, si era spaventata per alcune reazioni avute dall’uomo dal momento della loro rottura, tanto da spingerlo ad andare insieme da uno psichiatra a cui la donna si era già rivolta in precedenza. Il 36enne non aveva reagito bene col professionista, nella convinzione tutta sua che quest’ultimo fosse stato pagato da Lorena con l’obiettivo di troncare definitivamente il loro rapporto. La reazione scomposta aveva spinto il professionista ad allontanarlo dallo studio e a rifiutarsi di andare avanti con la terapia.

Una versione, questa, ben differente da quella riferita al proprio medico: “Federico aveva detto solo che non gli era piaciuto lo psichiatra, stop”, spiega l’uomo. E comunque, nel complesso, non risultavano elementi di pericolosità del 36enne: “Alla domanda se lo reputassi un soggetto violento rispondo: ‘No, no, no’. Sono rimasto totalmente sconvolto”.

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